La maschera di Giangurgolo che da secoli è il simbolo dell’ ironia e della resistenza del popolo reggino nei confronti dei potenti, torna al centro della discussione grazie all’impegno dell’Associazione Culturale “Incontriamoci Sempre”.
Non si tratta semplicemente di una questione locale, ma di un atto di giustizia culturale.La maschera di Giangurgolo è un vero e proprio giallo,un errore storico da correggere. Verrà argomentato dal professore Daniele Castrizio che l’assegnazione della maschera alla città di Catanzaro non ha fondamenti documentati.
Questa maschera ha origine a Reggio Calabria come un’interpretazione grottesca dei nobili spagnoli e dei loro ufficiali, gli allora conosciuti “Capitan Fracassa”: vanitosi, prepotenti e, per questa ragione, obiettivi ideali per la satira popolare. A sostenere l’origine reggina non sono solo i colori :il giallo e il rosso aragonese, erano simboli della città di Catanzaro che non poteva venire derisa, ma anche la filologia viene in supporto in tale rivendicazione ,infatti il termine dialettale “zanniare” (fare lo zanni, scherzare), che è vivo ed esclusivo nel linguaggio reggino, rappresenta il legame indissolubile tra la maschera e la sua terra d’origine.
Giangurgolo a Reggio equivale a tutelare un patrimonio immateriale che era a rischio di dimenticanza e di appropriazione.La lotta per l’identità si intreccia con la memoria storica della Stazione di S.Caterina.All’interno della rassegna “Calabria d’Autore”, organizzata da Pino Strati e dal vicepresidente Marco Mauro, il prossimo evento si preannuncia emozionante .
Domenica 15 febbraio a partire dalle ore 17:30 ,i locali della Stazione FS di Santa Caterina accoglieranno un incontro in onore dell’Associazione Treni Storici e Turistici “La Vaporiera Calabria Express”,un vero e proprio amarcord accompagnerà il pubblico in un suggestivo viaggio nel tempo e nello spazio del mondo ferroviario calabrese e siciliano con un autentico “percorso” di immagini e storie inedite, curate da Nicola Morabito e Pino Chillemi.
Si discuterà delle attività svolte incessantemente tra il 1995 e il 2009, quando le locomotive storiche calabresi furono le protagoniste di tour fotografici in tutto il mondo e di set cinematografici memorabili:”Malèna”, film di Giuseppe Tornatore, con l’indimenticabile Monica Bellucci;”Padre Speranza” con il grande Bud Spencer, girato a Crotone.
Grazie alla cooperazione con l’associazione britannica The Railway Touring, la Calabria è stata, per oltre dieci anni, la meta preferita di centinaia di appassionati stranieri che sono venuti per catturare il fascino eterno delle nostre ferrovie.L’invito è esteso a tutti i cittadini: un’opportunità per riconnettersi con le radici di una Reggio che sorride con la sua maschera e corre lungo i binari della sua storia.
Angelina Stillisano


































