Le riflessioni domenicali di Angelo Latella
Oggi riflessione dedicata al Carnevale, tra storia e attualità. Un pizzico di nostalgia? Forse, e comunque parliamone, anche perché lo sappiamo tutti che la storia è figlia della tradizione, così come il presente sarà la storia del domani.
Un Carnevale “antico” fatto di vestiti (e travestimenti) arrangiati, con abiti vecchi o rubati di nascosto alla mamma, e per un ragazzino vestirsi da donna era un mettersi alla prova veramente, nessuno avrebbe potuto o dovuto riconoscerti, tra centinaia di bambini “rappresentanti” Zorro e Arlecchino, con abitini cuciti su misura dalla zia o dalla nonna. E poi tutti uniti, in gruppi mascherati, a suonare in ogni casa del rione, si giocava al “cu sugnu?”, storcendo anche il tono della voce, per non farsi riconoscere, con un finale a base di polpette, pignolata e vermouth … e le prime sbornie nascevano così, a Carnevale, e sapevi anche quale famiglia “non avrebbe aperto la porta” perché non l’ha mai fatto negli anni precedenti.
Venezia, Viareggio, Cento, Putignano, Acireale, sono frutto della “storia”, della cultura che resiste…mentre spopolano i vestiti di Carnevale online e dai cinesi, mentre spopolano iniziative carnevalesche programmate e organizzate “a comando, spesso commerciale”, senza tenere conto nemmeno dell’aria che respiriamo, c’è voglia di divertimento nell’aria? Ai bambini viene trasmessa la gioia allegorica dell’evento, che sprigiona un’ironia racchiusa in quel famoso “ogni scherzo vale”? C’è voglia di un cambiamento ? Di ritrovare serenità e quindi momenti di leggerezza ? La togliamo la carne ? O l’importante è che funzionino i cellulari, e che ci siano foto e riprese “ricordo”, anche se ti perdi il presente, il senso vero di suonare la trombetta, di lanciare i coriandoli, di fare baldoria oggi, adesso. Il carnevale in futuro ? Mi viene difficile immaginarlo, spero tanto che la baldoria “di carnaluvari” , sincera e magari artificiale, continui ad esistere, altrimenti ahimè, ognuno sul proprio divano di casa, magari travestito da “poltrona sofà” a seguire con un occhio “c’è Posta per te” e con l’altro “facebook”.



































