Le riflessioni domenicali di Angelo Latella
La mia riflessione di oggi è prettamente “corporale”, ho sentito il desiderio di toccare l’argomento morte, tralasciando la fede, lo spirito, la certezza dei credenti cristiani, ossia “chi crede non muore mai, vive altrove”.
Il tutto nasce dagli ultimi due episodi che hanno sconvolto il popolo Pellarese (la morte di Davide Squillaci) e l’Italia tutta (la morte del sacerdote Don Matteo Balzano).
Quindi si muore, come si muore, quando si muore, perché si muore ? Ognuno di noi provi a rispondere secondo il proprio pensiero. Sono domande difficilissime, solo nella prima è possibile rispondere con un “si” o un “no”, ma anche con un “forse”.
Come si muore? Nella maggior parte dei casi per “usura, consumo articolare e mentale”, dovuto al tempo, in sintesi, si muore per vecchiaia. Poi si muore per malattia, per incidente stradale, domestico, sul lavoro, si muore in guerra e per la guerra , per violenza di ladri e assassini.
Ma si muore anche per scelta, per protesta, per incapacità di gestire sofferenze e problematiche varie, in sintesi, ci si ammazza, si restituisce il regalo ricevuto. Quando si muore ? Non è lecito saperlo in anticipo.
Si muore ogni giorno, ogni minuto, ogni volta che un nostro fratello sbaglia grossolanamente, ogni volta che il fato si affaccia, si muore ogni volta che non ci alziamo dalla sedia per andare a vivere. Perché si muore ? Domanda da 100.000 dollari. Forse perché creati (generati, voluti) per cicli di vita, brevi o lunghi che siano.
Sì muore forse per volontà della natura? Cos’è la natura ? Un progetto, è tutto ciò che esiste, compreso le nostre manipolazioni. Certe volte la natura non ha proprio colpe, anche se si lascia facilmente manipolare.
E l’amore dove lo mettiamo ? Si muore ancora oggi per amore ? Faccio mio il pensiero di Leone XIV : ” Una malattia diffusa nel nostro tempo è la fatica di vivere: la realtà ci sembra complessa, pesante, difficile da affrontare.
Ci spegniamo, ci addormentiamo, nell’illusione che al risveglio le cose saranno diverse. La realtà va affrontata e con Gesù possiamo farlo bene”.


































