REGGIO CALABRIA – In un periodo in cui la sanità calabrese finisce spesso sotto i riflettori per le sue criticità, emerge una storia di segno opposto che merita di essere raccontata. È una testimonianza di gratitudine che unisce le province della nostra regione: la signora V.R., residente in un piccolo centro del reggino, dopo un delicato ricovero d’urgenza e le successive dimissioni, ha voluto lodare pubblicamente l’assistenza ricevuta insieme ai suoi familiari.
La paziente, in età avanzata e già provata da altre gravi patologie, ha vissuto un’esperienza che la figlia definisce straordinaria: “Non si è trattato solo di somministrare terapie, ma di un approccio fatto di cure amorevoli e profonda dedizione. In un momento di estrema fragilità e lontano da casa, mia madre è stata accudita con un impegno che è andato ben oltre il semplice dovere professionale. Vogliamo ringraziare di cuore tutto il reparto per non averci mai fatti sentire soli”.
La famiglia racconta di essere partita dalla provincia di Reggio Calabria carica di apprensione, trovando però nel presidio di Catanzaro professionisti dotati di grande sensibilità e competenza. Il plauso è corale e coinvolge l’intera équipe della Struttura Operativa di Medicina, diretta dal Dott. Peppino Masciari, a cui va il merito di aver creato un ambiente di lavoro efficiente e accogliente. Il ringraziamento si estende a tutto il personale medico, per la chiarezza e la professionalità dimostrate nel percorso di cura, nonché agli infermieri e agli operatori sanitari – definiti “angeli della corsia” – che con pazienza e amore hanno assistito la paziente in ogni sua necessità.
Valorizzare la sanità calabrese non è scontato, ma storie come questa dimostrano che le eccellenze esistono e operano con abnegazione quotidiana. La mobilità sanitaria tra le province, in questo caso, è stata la prova di come una struttura pubblica possa funzionare al meglio, offrendo ai cittadini risposte concrete e, soprattutto, umane. Questa testimonianza serve a ricordare che la buona sanità è possibile anche nella nostra terra.
Angelina Stillisano


































