Essere buoni o bravi? È preferibile onesti

Le riflessioni domenicali di Angelo Latella 

Il Natale è alle porte, e il termine “bontà, dolcezza, solidarietà”, colorato da quell’amore smisurato di colui che nasce al freddo e al gelo, ci pone puntualmente l’obbligo della consueta riflessione annuale dal titolo “A Natale puoi”.

In sintesi a Natale dovremmo fare cose che riguardano soprattutto l’amore. “Perché mi dici buono, solo il Padre Mio è buono”…e se partiamo da qua possiamo rassegnarci, non esiste uomo buono … tranne colui che fa solo la volontà divina, che è quindi supportato dalla volontà divina.

Essere bravi? Che significa? Essere specializzati in qualcosa, un bravo architetto, un bravo elettricista, un bravo attore, impiegato, medico, sacerdote, un bravo “uomo” nel senso di educato, intelligente, affabile, disponibile, altruista, un bravo “padre” nel senso di presente, amorevole e attento.

E per finire una categoria a parte, che potrebbe però incastrarsi o sommarsi a quelle dei “bravi” : gli onesti. Perché si può essere brave persone ma che lasciano molto a desiderare in tema di onestà. Conosco tanti che si affannano a dimostrare di essere brave persone, si affannano così tanto da sembrare false, e i falsi non sono onesti.

Gli onesti veri invece, lo sono nell’anima, e non devono dimostrare niente a nessuno.

Buon Natale, buona onestà a tutti.