Si sono conclusi con grande partecipazione i festeggiamenti civili e religiosi in onore di Maria SS. delle Grazie. La giornata di festa è stata il degno epilogo di nove giorni di celebrazioni religiose e civili che hanno animato la comunità, grazie all’impegno del parroco Don Gianni Madafferi, del diacono Don Mimmo Cambareri e dei Giovani Devoti che hanno allestito i preziosi manufatti delle Dere, le fiaccole che hanno permesso la realizzazione della suggestiva fiaccolata nella ricorrenza dei suoi quattro secoli, e del Comitato Feste Maria SS. delle Grazie, diretto da Paolo Violi.
L’evento è stato preceduto da nove giorni di celebrazioni eucaristiche, arricchite dalla presenza di diversi sacerdoti giunti dai paesi vicini e persino da Briatico per corroborare la fede della comunità. Accanto al denso calendario liturgico, il comitato ha proposto un programma di intrattenimento civile particolarmente ricco e variegato, pensato per coinvolgere e regalare momenti di svago sia ai più piccoli che agli adulti.
Il programma della giornata conclusiva è stato scandito dalle celebrazioni eucaristiche delle ore 08:30, delle ore 11:00 e da quella pomeridiana delle ore 16:00, culminata con la processione della Sacra Effigie per le vie del paese. La Messa delle ore 11:00 è stata officiata dal parroco, Don Gianni Madafferi, e dal diacono Mimmo Cambareri. Durante l’omelia, nel giorno della Natività di Maria, il parroco ha voluto ricordare l’importanza della fede in Dio come principio di ogni cosa, citando l’espressione dialettale: «A fidi ti salva, no ‘a barca di lignu» (è la fede che salva, non la barca di legno), ribadendo che è proprio la fede a salvare il cristiano, non la sola devozione.
Dopo aver rinnovato i ringraziamenti a tutti i sacerdoti che si sono resi disponibili durante il novenario, e alla presenza del sindaco, il professor Luigi Chiappalone, Don Gianni ha sottolineato l’urgente necessità di realizzare un ascensore per consentire anche alle persone con disabilità di accedere alla chiesa.
Alle ore 17:30, la Sacra Effigie ha iniziato il suo tragitto per le vie del borgo al suono della banda musicale. Prima del rientro in chiesa, in piazza, vi è stato il saluto di Don Gianni Madafferi alla comunità, con un pensiero speciale rivolto a chi sta attraversando momenti difficili. Un intervento è arrivato anche da parte del Comitato, rappresentato da Paolo Violi, che ha ringraziato i presenti e le persone arrivate dai paesi vicini, ricordando in particolare i connazionali emigrati in giro per il mondo e l’impegno dei Giovani Devoti che, nonostante il caldo torrido, hanno lavorato all’allestimento delle Dere. Infine un ringraziamento particolare è andato all’artista e scultore originario di Delianuova, Graziano Papalia, per aver scolpito nel legno l’immagine della Vergine Maria che ha impreziosito la varetta portata in processione durante la fiaccolata della Dera.
La serata è proseguita con l’omaggio alla Vergine Maria attraverso l’esecuzione della storica canzone in vernacolo eseguita quest’anno in tandem da Katia Alvaro e dall’emigrante Domenico Zagari.
Quest’ultimo, residente da 21 anni ad Adelaide, vincitore negli anni 2000 della celebre manifestazione canora “L’Ulivo d’Oro” (festival di canti popolari con sede a Sinopoli), ha regalato alla piazza un momento di grande emozione grazie alle sue doti canore. È seguito uno spettacolare fuoco pirotecnico a cura della storica ditta locale dei fuochi d’artificio.
I festeggiamenti civili sono entrati nel vivo con l’esibizione del giovane e talentuoso Michele Bruzzese, che ha proposto diversi brani pop, per poi lasciare il palco a Fred De Palma, il re delle hit estive. Un bagno di folla inarrestabile ha riempito Piazza Vittorio Emanuele II, travolgendola di energia con i tormentoni estivi e l’attitudine urban delle origini.
L’artista, camaleontico e trasversale, ha saputo unire generazioni diverse facendo cantare e ballare tutti. La manifestazione si è chiusa con un ulteriore spettacolo pirotecnico.
Impegno, fede, devozione e tanta musica sono stati gli ingredienti di questa solenne festività in onore di Maria SS. delle Grazie, venerata dalla comunità con grande devozione e fede .
La tradizione narra infatti che fu la Vergine Maria nel 1636 ad apparire al novantenne Giovanni Scarcella, chiedendo la costruzione del suo santuario, da cui sarebbero sgorgate come acqua zampillante infinite grazie, elargite ancora oggi con amore dalla Celeste Regina venerata col titolo di tutte le Grazie.
Angelina Stillisano

































