I disperati crescono. La vita sta diventando solo fatica e tristezza?

Le riflessioni domenicali di Angelo Latella 

La mia riflessione di oggi nasce da argomenti già trattati in queste pagine, e dal grave atto delittuoso di questi giorni, che ha visto la morte di tre Carabinieri (nel veronese, durante un procedimento di sgombro, è stato organizzato un attentato, “quindi premeditato” , che ha causato anche diciassette feriti).

Siamo forse abituati, ultimamente, a collocare la disperazione al suicidio, la gente che non ha capito il vero senso della vita, il lato positivo del dono ricevuto, si arrocca nella “non risoluzione” dei problemi (materiali, sentimentali e forse mentali) e sceglie la più meschina soluzione, restituisce il regalo.

Analizzando l’episodio di Verona, mi è facile intuire un probabile e pericoloso cambiamento nel modo di agire : chi non riesce a risolvere i suoi problemi, anziché prospettare ,(sempre meschinamente) di togliersi la vita, decide “barbaramente” di toglierla agli altri, indipendentemente dal coinvolgimento diretto nelle responsabilità dei loro fallimenti, che rimangono ugualmente e comunque irrisolti.

Magari trascorreranno il resto della vita in carcere, sarà di certo “una vita nuova e diversa”, ma sicuramente non più bella di quella che facevano prima di diventare assassini. La più alta forma di disperazione porterà a non avere più rispetto per se stessi e per gli altri. Ma è veramente così brutta la mia vita? E quella degli altri? Perché dovrei distruggerla o rovinarla? Invidia? Stupidità? Mancanza d’amore?