venerdì 8 Maggio 2026
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Il mito di Medea diventa rete di speranza

Domani, 10 aprile, alle ore 17:30, la sede del Circolo Rhegium Julii si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per la presentazione dell’opera I silenzi di Medea di Caterina Marina Neri.

Non si tratterà di una semplice esposizione editoriale, bensì di un vero e proprio incontro multidisciplinare dove la parola scritta dialogherà con l’espressione pittorica in un omaggio profondo alla complessità dell’universo femminile.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Giuseppe Bova e Salvatore Timpano, lasciando poi spazio al fulcro del dibattito affidato all’analisi del dottore e poeta Arturo Cafarelli. Quest’ultimo condurrà un’oculata disamina sulle tematiche del volume e su come quegli spazi privi di voce siano in realtà segnali, grida soffocate che chiedono di essere intercettate prima che la sofferenza diventi irreparabile.

Seguirà l’intervento della scrittrice, la quale svelerà il percorso creativo e le riflessioni nate attorno alla figura mitologica, affermando che questo racconto rappresenta un inno alla speranza che sorge nel momento in cui la dimensione individuale incontra la parola collettiva.

Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto fondamentale di rete, intesa oggi non solo come termine tecnologico, ma come tessuto di solidarietà, di associazionismo e di vicinanza umana che deve avvolgere ogni donna. È necessario che tale supporto aiuti a trasformare l’assenza di suono in dialogo, impedendo che l’isolamento sfoci in tragedia, poiché se il mito insegna il tormento, la comunità deve offrire sostegno e la cultura va condivisa.

Punto di forza della serata sarà la sinergia visiva con l’arte: i partecipanti potranno ammirare l’esposizione di Carmen Schembri Volpe, le cui tele, caratterizzate da una potente forza evocativa di colori e forme, impreziosiscono anche la copertina del tomo.

Medea, figura tragica della mitologia greca nota per il furore e la vendetta, viene esplorata in queste pagine nei suoi aspetti più taciuti, diventando simbolo di chi è stata sradicata, tradita e messa ai margini. In questa rilettura, i suoi silenzi sono segnali precisi che precedono il dramma e l’obiettivo è dimostrare che, attraverso la costruzione di un legame solido e partecipe, è possibile intervenire prima che il dolore diventi distruzione. Bisogna dunque offrire ascolto per trasformare la leggenda in uno specchio delle fragilità e della forza dell’animo umano.

L’iniziativa vanta il sostegno di prestigiose realtà del territorio, quali l’Università per Stranieri Dante Alighieri, l’Associazione Italiana Parchi Culturali e l’Accademia Aspromontana della Cultura, oltre allo stesso Rhegium Julii.

Oltre alla valenza letteraria ed estetica, la manifestazione assume una profonda rilevanza sociale e si pone come un atto di consapevolezza, affinché il dramma classico diventi il leitmotiv di un’occasione di confronto pubblico in cui rivendicare il valore della memoria e del linguaggio come strumenti di emancipazione e crescita civile.Il ricavato della serata sarà devoluto a beneficio della” Casa di Lena”, sportello di orientamento e accoglienza per le persone in difficoltà.

Angelina Stilllisano