La fede e la tradizione si incontrano nella Festa di Maria Santissima degli Afflitti

A San Procopio, la fede e la tradizione si incontrano nella Festa di Maria Santissima degli Afflitti
Nel piccolo borgo di San Procopio, è iniziata una settimana di fervore e devozione in onore dei festeggiamenti di Maria Santissima degli Afflitti.
Questa Sacra Effigie è custode di tre miracoli straordinari.
​La storia della statua inizia con l’artista Fausto Condì, incaricato di scolpire la Madonna con un’espressione di accorato dolore. Nonostante i suoi sforzi, l’artista non riusciva a catturare l’essenza della sofferenza. Ma il destino intervenne in modo tragico: l’omicidio del fratello di Fausto. Nel dolore più profondo, la madre dello scultore strinse a sé il figlio ucciso, senza versare una lacrima. Fu la visione di quel volto, segnato da un’angoscia indescrivibile, a imprimere nella mente dell’artista l’espressione perfetta per la sua opera.
​Si narra che, una volta terminata la statua, la Madonna stessa si rivolse allo scultore, chiedendo in dialetto: “Dove mi hai vista, così afflitta, mi hai fatta!”. Lo scultore rispose che, se l’avesse vista davvero in quello stato di dolore, non l’avrebbe potuta scolpire.
​Il primo dei tre miracoli è legato al luogo dove oggi sorge il santuario, chiamato “Libbrescia”, dalla famiglia di Francesco Brescia. Quest’uomo di grande fede sognò la Madonna che gli indicava il luogo dove costruire la sua chiesa. La Vergine gli disse che le operaie formiche avrebbero tracciato il disegno del santuario, e così fu. Il popolo di San Procopio si mobilitò con devozione e il santuario fu costruito in breve tempo.
​Il secondo miracolo è la guarigione di Vicenzina Francica, una ragazza di Melicuccà, cieca dalla nascita. Dopo aver consultato un medico che le aveva tolto ogni speranza, la ragazza, sulla via del ritorno, vide la Madonna e riacquistò miracolosamente la vista.
​Il terzo miracolo è quello della lampada votiva. Il 27 dicembre 1908, un’insolita sudorazione della statua fu vista da alcuni paesani, preludio del terremoto che colpì la zona il giorno seguente. In ricordo di questo evento, fu accesa una lampada votiva che, alimentata dall’olio offerto dai devoti, non si consuma mai. Molti testimoni raccontano di aver visto la Madonna muoversi vorticosamente intorno alla lampada, e l’olio benedetto viene ancora oggi utilizzato per ungere i malati in cerca di guarigione.
​La statua di Maria SS. degli Afflitti, con il suo volto segnato dal dolore, rimane un faro di speranza e un simbolo dei miracoli che la fede può compiere. Dalla sua genesi, avvolta in un dolore profondo, fino ai prodigi che ancora la circondano, la Madonna degli Afflitti continua a toccare i cuori dei devoti soprattutto in settimana in cui viene celebrata .

Le strade del paese in questi giorni risuonano a festa al suono della banda musicale di Melicuccà e dei tamburi diretti dal maestro Nicola De Leonardis.Il programma della festa è un intreccio continuo di momenti di spiritualità e di aggregazione sociale . Domani 18 Settembre il Movimento Giovanile proporrà una sagra delle salsicce, mentre in chiesa si svolgerà il suggestivo rito della discesa della sacra Effigie, arricchito dall’offerta floreale e dalla promessa dei In definitiva.La discesa della statua è molto più di un semplice rito: è una celebrazione della fede che si intreccia con la storia e l’identità di San Procopio,un evento che continua a vivere nel cuore dei devoti.Il 19 verrà dato spazio ai più piccoli con giochi a loro dedicati, mentre la serata si concluderà con veglie di preghiera.Sabato 20 ci sarà il culmine della festa, con la solenne processione della Madonna.
La serata conclusiva sarà animata da uno spettacolo musicale offerto dalla Città Metropolitana.Questo programma variegato è la dimostrazione di come a San Procopio la fede e l’identità popolare si uniscono in un rito comunitario sempre vivo e partecipato.Angelina Stillisano