mercoledì 15 Aprile 2026
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La fede? Integratore che protegge l’anima

La riflessione domenicale di Angelo Latella 

Dio è l’Amore. Se togliessimo l’accento alla “e verbo” cosa cambierebbe? Pane e companatico? Il pane chiama e il companatico risponde.

L’amore ha bisogno d’amore, in continuazione : il panino “schittu”, vuoto, prima o poi stanca, e l’appetito finisce. Dio ama e vuole essere amato. Dio non si stanca d’amarci, e noi ? Ricambiamo o continuiamo a tradirlo, ad ucciderlo, tutti i giorni, come fosse peggio di un cane ? Amare Dio, il Cristo, significa amare soprattutto la vita, ogni attimo della vita, ogni nuvola del cielo, ogni uomo che incontriamo nella nostra vita, amare significa essere “convinti ottimisti che vanno avanti con gioia” istantanea e promessa, anche con gli immancabili momenti di dolore, che ci servono a comprendere cos’è veramente l’amore…

Dio è solo amore e manda angeli e profeti, non manda certo sofferenze e nemmeno punizioni, la libertà di scegliere, che ci è stata concessa, può diventare dolore, debolezza del pensiero e della carne, ma senza sofferenza la vita sarebbe “pani schittu”, perché senza dolore l’amore non avrebbe voce in capitolo, sarebbe qualcosa di incomprensibile o di incomprensilmente scontato, sarebbe un semplice e quotidiano “viratilla Tu, murtatella va beni”.

Si ama, forse è meglio dire “si dovrebbe amare”, perché si ha un’ idea chiara di cosa sia la sofferenza…E per comprendere che cosa ci “zecca” realmente l’amore incondizionato di Cristo, con il “libero” dolore degli uomini, è necessaria la fede, è necessario fidarsi. La fede aiuta, spiega, consola, delega, spera, nutre, guida e affronta le sofferenze nel migliore dei modi.

Buona Pasqua, buona Pasquetta e soprattutto buona fede.