Le riflessioni domenicali di Angelo Latella
La riflessione di oggi nasce dallo scodinzolare di un gatto, se volete anche di un cane o di un cavallo.
Il tema principale della riflessione rimane comunque la felicità, gli animali sono felici ? Quando e perché ? E gli uomini ? Quando e perché ? Gli uomini osservano, pensano, riflettono, studiano, traggono conclusioni, progettano, agiscono…gli animali anche ?
L’altro giorno ho visto un gatto “di strada” camminare spedito tra le viuzze di campagna e devo dire che per qualche secondo l’ho invidiato, mi sono detto “beato lui che ha le idee chiare”.
Poi ho pensato ai tanti gatti della mia vicina di casa che si presentano alla sua porta, ogni giorno, puntualmente all’ora del pranzo, anche per loro un pensiero in meno: “chi si mangia oggi? Croccantini”.
La felicità, per gli uomini, si chiama forse “polpetta” ? O maccheroni con il ragù ? Oppure ? Direi che ha tanti nomi la felicità degli uomini, e ruota tutta attorno all’amore, ma è anche vero che è più complessa, complicata, gli uomini sono più “ubbiti”, preferiscono il selfie, ossia il conservare per dopo, anziché gioire pienamente del momento.
La felicità degli animali è meno esigente. Il gatto sa il fatto suo, non vive l’angoscia del domani, dell’essere come slow food “buono, onesto e giusto”, non ha addosso il rimorso, e sicuramente nemmeno la coscienza. E pensando a San Francesco, rallegratevi , sarà facile vederne tanti scondizolare in Paradiso, gli animali non li trovi in Purgatorio e nemmeno all’inferno.

































