giovedì 18 Giugno 2026
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La “Pace” parola condivisa dalla “Scalinata dei Poeti”

Evento grandioso dal titolo “Versi di Pace” sui monumentali gradini del Waterfront.Questo bellissimo monumento architettonico si è trasformato in un meraviglioso palcoscenico naturale all’aperto, animato dalle voci dei giovani studenti delle scuole superiori della città (presenti il De Amicis -Bolani , l’ ITT Panella Vallauri,il Polo tecnico professionale Righi-Boccioni Fermi,il Liceo Scienze Umane “Tommaso Gulli”) che hanno declamato i loro versi con un singolare accompagnamento musicale eseguito dal maestro Franco Donato . Un modo solenne per celebrare la Pace attraverso la poesia, che è diventata elevazione e momento di riflessione collettiva.
​La scelta del titolo “Versi di Pace” non è stata casuale: in un momento storico così delicato, affidare la pace alla poesia significa riconoscerle una forza “disarmante”. Non un mero esercizio letterario, ma una modalità per distaccarsi dalla prosaicità del conflitto e mirare a valori universali.A condurre l’ evento il poeta Giovanni Suraci,ospite di onore il
Presidente onorario “Concorso nazionale Poesia per la Pace”, il dottor Francesco Malara.
​Gli studenti, futuri custodi della società, sono stati portavoce autentici e cuore pulsante della manifestazione, trasformando la scuola in un laboratorio di impegno civile. La loro presenza non è stata un semplice sottofondo, ma un “ponte” sonoro che ha aiutato i versi a vibrare e a raggiungere il pubblico con maggiore intensità emotiva.
​La presenza dello scrittore e poeta Giovanni Suraci, in qualità di coordinatore, ha garantito una guida autorevole e appassionata. La sua soddisfazione per la “collocazione” data ai poeti è stata significativa, riportiamo il suo commento :” Tra i monumentali gradini si è svolto l’incontro poetico in cui gli studenti hanno scritto e declamato le loro poesie svegliando le coscienze.Oggi quelle parole hanno parlato di responsabilità, di cosa significa non tacere quando vedi qualcosa che non va, di quanto conti dire “io c’ero” invece di voltarsi dall’altra parte.
I ragazzi hanno risposto. Non con applausi di circostanza, ma con i versi, con interventi .
La poesia ha funzionato perché ha messo davanti agli occhi ciò che spesso si preferisce non vedere. La scalinata del Waterfront è uno spazio aperto, affacciato sullo Stretto, che per molti rappresenta solo un passaggio. Oggi è diventata qualcosa di diverso.
Non è ancora, al momento, un punto di incontro consolidato per la città. Ma eventi come questo ricordano che potrebbe esserlo.
Gradini, mare e parole sono bastati per trasformare un luogo di transito in uno spazio di aggregazione culturale e sociale.
Reggio oggi si è ricordata che la cultura non è solo ciò che sta nei musei. È ciò che succede tra la gente, all’aperto, senza biglietto.

“La scalinata dei poeti” oggi ha restituito a Reggio una scena che le appartiene: la città che parla a sé stessa e al mondo, senza palco distante e senza barriere.
Un momento di emozione si è aggiunto quando sono intervenuti in scena i ragazzi
del progetto Codanzare dell’Associazione Studio Arte, un percorso di inclusione sociale che utilizza il linguaggio del teatro, della danza e del movimento per coinvolgere ragazzi e giovani anche in situazioni di fragilità, valorizzando la creatività come strumento di crescita, relazione e partecipazione.
I ragazzi oggi hanno fatto una
performance promozionale di Kamishibai, pensata come anteprima narrativa e suggestiva per accompagnare il pubblico all’immaginario dello spettacolo.

L’intero progetto si fonda su dinamiche di inclusione e mutuo aiuto, dove l’arte diventa uno spazio condiviso capace di abbattere barriere, favorire l’espressione personale e costruire comunità attraverso il valore della differenza.
Un grazie sentito e affettuoso ai tanti poeti presenti che si sono sacrificati nel non declamare le loro poesie, ma sono stati vicini e hanno offerto spazio ai ragazzi, dimostrando altruismo e alto senso di civiltà partecipativa” .La poesia è diventata così “Ponte” ed ogni gradino un passo verso l’ ascolto ;ogni voce un seme di speranza che porterà buoni frutti.

Angelina Stillisano