Le riflessioni domenicali di Angelo Latella
Ad indicare che ormai la pancia ha preso il sopravvento su tutto…non solo trippa, anche pizza, carbonara, lasagne, tiramisù, nduja, zafferano, parmigiano, crudo e cotto…la gioia della gola prende il largo, d’altronde se aprite la TV o andate sui Social, una marea di programmi e consigli culunari vi inonderà di piacevoli video e immagini che, come minimo, aprono l’appetito.
Finalmente, dopo anni di trippa, lumache, funghi e frittate d’asparagi selvatici, riservate al cosiddetto ceto povero, scopriamo che anche al ceto medio-alto piacciono le stesse cose, in poche parole “difficilmente” in Italia si muore di fame. Si muore magari come in ogni parte del mondo, d’infarto, di tumore, d’incidente stradale…di depressione.
L’UNESCO ha decretato che Il cibo, anzi la cucina italiana, è patrimonio dell’umanità, dell’umanità, cioè di tutti gli uomini. Da subito saremo “obbligati” ad esportare i nostri piatti o ad accogliere coloro che vogliono nutrirsi di salute, di qualità, d’Italia. Ben vengano i patrimoni dell’UNESCO, e speriamo che presto si pensi a premiare anche chi genera e promuove i nutrimenti dell’anima, i luoghi di culto, di pace e serenità, angoli di gioia e felicità , lontano da cotolette e insalata di mare, lontano da quel cibo che ancora non è per tutta l’umanità.

































