Le riflessioni domenicali di Angelo Latella
Ci apprestiamo ad accogliere, o se preferite, a festeggiare un’altra vita, quella di Gesù, che sembra un compleanno come tanti altri. Gesù è venuto al mondo, e non se n’è mai andato, perciò continuiamo, giustamente, a festeggiarlo.
Anche noi siamo venuti in questo mondo, ma siamo comunque destinati ad andarcene, forse apparentemente, forse definitivamente. Per noi il compleanno rimane soprattutto una questione di terra, rimaniamo ancorati alla somma del tempo che passa (…e se passa).
Rimane però il “perché” siamo nati, perché siamo venuti al mondo, chi a Milano, chi a Parigi, chi a Bagaladi, e chi alle Canarie, chi normodotato, chi non vedente, chi dawn, chi sordo, chi intelligente, chi biondo, chi buono, chi bello , chi cattivo, chi brutto, chi ingenuo, chi furbo e chi ” cusi’ e cusi’ “.
Perché non siamo come le bomboniere ai matrimoni, tutti uguali ? Dovremmo chiederlo a chi il regalo ce l’ha fatto ? O possiamo darci delle spiegazioni ? La vita è un dono, identico per tutti, un dono così grande da metterci in crisi, dal non credere nemmeno al nostro essere “pezzi unici”.
Chi ci ha fatto questo regalo ha voluto darci una parte, unica, in una commedia teatrale che non ha mai fine, sembra in due atti, ma non è così, siamo tutti bravi attori, protagonisti e comparse, tecnici e costumisti, ognuno con un ruolo che sceglie come interpretare al meglio, siamo tutti sullo stesso palco, vincitori di un concorso premio dal titolo : “Amore e vita eterna”.
La qualità della vita eterna ? Non mi chiedete troppo…so che il premio lo vince tutto il gruppo teatrale e che ogni attore ci mette l’anima, anche il regista, Dio, suda sette camicie per spiegare ad ognuno come è meglio muoversi anche lontano dal palco, lontano dall’apparire.

































