martedì 8 Settembre 2026
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Le trasformazioni della regione attraverso dati pubblici

Osserva Calabria è l’osservatorio economico e territoriale promosso da Confesercenti Calabria per leggere le trasformazioni della regione attraverso dati pubblici, analisi e proposte operative. Nasce per offrire alle istituzioni, alle imprese e alla società calabrese uno strumento stabile di conoscenza e confronto.
Il primo Focus affronta una domanda decisiva per il futuro della regione: la crescita del turismo si sta
trasformando in sviluppo stabile per le imprese, i territori e le comunità calabresi?
La Calabria cresce nei flussi. Ora deve crescere nel valore.
Il turismo calabrese ha accelerato. Nel 2025 sono aumentati gli arrivi, le presenze, i visitatori internazionali e il traffico aeroportuale. La regione è più accessibile e più presente sui mercati rispetto al passato.
È una buona notizia. Ma non è ancora il traguardo.
Contare quanti turisti arrivano non basta per sapere quanto turismo diventa economia. Occorre capire
quanto tempo i visitatori trascorrono sul territorio, in quali mesi arrivano, come si spostano, quali imprese
incontrano e quanta parte della loro spesa rimane davvero in Calabria.
Il punto centrale del Focus è questo:
Più turismo non significa automa<camente più sviluppo.
I numeri della crescita
Nel 2025 la Calabria ha registrato, secondo i dati provvisori regionali:
• 2.070.887 arrivi, il 15,8% in più rispetto al 2024;
• 9.113.532 presenze, in aumento del 9,7%;
• 2.160.042 presenze dall’estero, cresciute del 28,5%;
• 4.367.864 passeggeri negli aeroporti calabresi.
Sono risultati importanti, coerenti con il miglioramento dell’accessibilità e con una maggiore capacità di attrazione della regione.
Ma gli arrivi misurano le persone, le presenze misurano i pernottamenti e il traffico aeroportuale
comprende anche residenti, studenti, lavoratori e visite a parenti. Nessuno di questi indicatori, preso da
solo, misura il reddito generato, la qualità del lavoro o la diffusione dei benefici tra le imprese.
Nota metodologica: i dati regionali 2025 sono provvisori e soggetti ad aggiornamento. La base utilizzata nella sintesi indica una crescita delle presenze del 9,7%; Banca d’Italia, su una precedente estrazione dell’Osservatorio regionale, riporta un incremento dell’11,6%. Viale Magna Grecia, 75/21 – 88100 Catanzaro (CZ) – Tel. 0984.408751
direzione@confesercenticalabriaservizi.com confesercentiregionecalabria@legalmail.it
La permanenza non è il vero problema
Uno dei risultati più interessanti del Focus riguarda la durata dei soggiorni.
Nel 2024 la permanenza media in Calabria è stata di 4,65 notti, contro le 3,34 della media italiana. Il dato
regionale è superiore anche a quello delle principali regioni meridionali utilizzate come confronto.
La permanenza è diminuita rispetto al 2014, ma non appare la principale debolezza del turismo calabrese.
La domanda corretta, quindi, non è soltanto quanto rimane un turista. È che cosa incontra e quanto valore
genera durante il tempo che già trascorre in Calabria.
Un soggiorno lungo può produrre ricadute limitate se la spesa resta chiusa all’interno di una sola struttura.
Un soggiorno più breve può invece attivare ristorazione, commercio, cultura, trasporti, guide ed esperienze.
Il vero punto debole è il calendario
Nel 2024 il 58,8% delle presenze si è concentrato nei soli mesi di luglio e agosto. La quota sale all’85%
considerando il periodo da giugno a settembre.
Eurostat colloca la Calabria al primo posto in Italia e al terzo tra le regioni dell’Unione europea per
concentrazione dei pernottamenti nei due mesi di punta.
La specializzazione balneare spiega una parte del fenomeno, ma non tutto. Puglia e Sardegna dimostrano che anche una destinazione costiera può distribuire meglio la domanda durante l’anno.
La stagionalità non riguarda soltanto gli alberghi. Incide sulla continuità del lavoro, sull’utilizzo degli
investimenti, sulla capacità delle imprese di trattenere competenze e sulla sostenibilità dei servizi.
Nel comparto dell’ospitalità, l’incidenza del tempo parziale tra gli addetti dipendenti raggiunge in Calabria il 70%, contro il 62% nel Mezzogiorno e il 52% in Italia. Il dato non consente, da solo, di attribuire il divario esclusivamente alla stagionalità.
Il problema non è avere un’estate forte. È avere un resto dell’anno troppo debole.
Gli stranieri crescono e possono allungare la stagione
Nel 2024 le presenze dei clienti residenti all’estero rappresentavano il 19,7% del totale regionale, contro il
41,5% del Mezzogiorno e il 54,5% dell’Italia.
Nel 2025 la quota è salita, secondo i daV provvisori, al 23,7%, con una crescita delle presenze straniere del
28,5%. Il dato è strategico perché la domanda internazionale è meno concentrata nell’alta stagione. Nel 2024 soltanto il 39,5% delle presenze estere ricadeva in luglio e agosto, contro il 63,5% di quelle italiane.
Aprirsi a nuovi mercati non serve quindi soltanto ad aumentare i visitatori. Può contribuire ad allungare la
stagione, a condizione che rotte, promozione, servizi e prodotti turistici siano costruiti insieme. Viale Magna Grecia, 75/21 – 88100 Catanzaro (CZ) – Tel. 0984.408751
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Arrivare è più facile. Muoversi resta difficile.
Il sistema aeroportuale ha superato 4,37 milioni di passeggeri nel 2025. Lamezia Terme ha oltrepassato i tre milioni, Reggio Calabria ha sfiorato il milione e Crotone ha superato i 340 mila transiV.
Le porte d’ingresso si sono rafforzate. La difficoltà comincia spesso dopo l’aSerraggio.
Nell’ultimo confronto territoriale omogeneo, l’offerta di trasporto pubblico locale nei capoluoghi calabresi
è pari a 1.583 posti-chilometro per abitante, contro 2.085 nel Mezzogiorno e 4.623 in Italia.
Una destinazione non è davvero accessibile soltanto quando è facile raggiungerla. Deve essere anche
semplice attraversarla: dall’aeroporto alla struttura ricettiva, dalla stazione al centro storico, dalla costa ai
borghi, dai musei alle aree commerciali.
La vera sfida: trasformare il turismo in economia diffusa
Il turismo non finisce alla recepVon di un albergo.
La filiera valutata da Osserva Calabria comprende 26.084 imprese: 15.252 nella componente dire^a e
10.832 in quella estesa. Ristorazione e commercio selezionato rappresentano quasi l’80% del totale.
È una base economica ampia, ma anche frammentata. Il numero delle imprese indica quante attività
potrebbero beneficiare della domanda turistica, non quante riescano realmente a intercettarla.
Il valore cresce quando ricettività, ristorazione, commercio, trasporti, cultura, guide, artigianato e
produzioni agroalimentari smettono di procedere su binari paralleli e diventano parti della stessa
esperienza.
Un primo indicatore del valore
Nel 2024 la spesa turistica ricostruita dalla Banca d’Italia rappresentava l’11,5% dei consumi interni della
Calabria, contro il 10,2% nazionale. Il saldo tra la spesa effettuata in regione dai non residenti e quella
sostenuta fuori regione dai residenti era positivo e pari al 7,4% del PIL. Il dato conferma il peso economico del turismo, ma non misura come il valore si distribuisca tra territori e imprese.
Non esiste una sola Calabria turistica
I dati mostrano che la Calabria non è una destinazione omogenea, ma un insieme di cinque sistemi turistici con caratteristiche molto diverse. Per questo una politica identica per tutti produrrebbe risultati diseguali.
Cosenza è la scala. Con 3.329.526 presenze (40,9% del totale regionale), una permanenza media di 4,82
notti e una quota estera del 9,6%. È il principale sistema turistico calabrese per dimensione e riunisce
costa, parchi nazionali, borghi e città d’arte. La priorità è integrare queste componenti, rafforzare i mercati
internazionali e distribuire meglio i flussi tra costa, entroterra e aree montane.
Vibo Valentia è la distribuzione. Con 2.463.657 presenze (30,3%), una permanenza media di 5,55 notti e la quota estera più alta della Calabria, pari al 37,5%. La forte specializzazione della Costa degli Dei sostiene il sistema, ma concentra domanda e benefici in poche località e nei mesi di picco. La priorità è estendere le ricadute al resto del territorio, collegando ricettività, commercio, cultura e produzioni locali. Viale Magna Grecia, 75/21 – 88100 Catanzaro (CZ) – Tel. 0984.408751
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Reggio Calabria è la trasformazione. Con 491.759 presenze (6,0%), la permanenza media più bassa tra le province, pari a 2,42 notti, e una quota estera del 23,6%. Aeroporto e attrattori culturali ampliano il
potenziale di domanda; la sfida è trasformare mobilità e visite di breve durata in soggiorni più strutturati e
in una maggiore diffusione della spesa sul territorio.
Catanzaro è l’integrazione. Con 1.188.987 presenze (14,6%), una permanenza media di 4,09 notti e una
quota estera del 15,5%. Il profilo combina balneazione, patrimonio culturale, servizi e funzioni
amministrative. La priorità è rafforzare i collegamenti tra costa, città e aree interne e costruire un’offerta
più integrata e riconoscibile, capace di prolungare il soggiorno e ampliare le ricadute economiche.
Crotone è la massa critica. Con 670.041 presenze (8,2%), una permanenza media di 5,54 notti e una quota estera del 9,0%. Le risorse ambientali, archeologiche e costiere si confrontano con una domanda ancora contenuta. La priorità è aumentare i flussi attraverso accessibilità, promozione e integrazione territoriale,
preservando gli elementi ambientali che sostengono la destinazione.
Le cinque province condividono l’obiettivo di rafforzare il turismo, ma partono da condizioni
profondamente diverse. Per questo servono strategie regionali comuni e strumenti calibrati sulle specificità
di ciascun territorio.
Cinque priorità concrete
1. Allungare la stagione
Occorre costruire domanda in primavera e in autunno a^raverso collegamenV, evenV, turismo culturale,
naturalisVco, sporVvo, enogastronomico e prodoa territoriali acquistabili.
La destagionalizzazione non si oaene con una campagna pubblicitaria isolata. Richiede servizi aperV, trasporV, imprese disponibili, calendari coordinaV e moVvazioni reali per viaggiare fuori agosto.
Il target sperimentale è ridurre entro tre anni la quota delle presenze concentrate in luglio e agosto dal
58,8% al 52%, aumentando parallelamente la domanda in primavera e autunno.
2. Consolidare e diversificare i merca< esteri
La crescita internazionale va trasformata in una strategia stabile.
Ro^e aeree, promozione e prodoa turisVci devono parlare agli stessi mercaV e seguire lo stesso calendario.
Non basta aprire un collegamento se il territorio non offre servizi, informazioni ed esperienze coerenV con
quella domanda.
Il successo non va valutato soltanto a(raverso il numero degli arrivi, ma anche a(raverso le presenze
straniere generate fuori luglio e agosto.
3. Rendere semplice l’intero viaggio
AeroporV, stazioni, trasporto pubblico, transfer, noleggio, ulVmo miglio e informazione digitale devono funzionare come un unico sistema.
La qualità di una destinazione si misura anche nel tempo necessario per raggiungerla, nella facilità di
acquistare un biglietto e nella possibilità di muoversi con semplicità. Viale Magna Grecia, 75/21 – 88100 Catanzaro (CZ) – Tel. 0984.408751
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4. Portare la spesa fuori dalle struSure
Il turismo produce sviluppo quando coinvolge più imprese e più territori.
Servono iVnerari commerciali ed enogastronomici, esperienze prenotabili, reV tra operatori, collegamenV
con musei e a^ra^ori, mercaV, arVgianato e prodoa locali.
L’obiettivo deve essere aumentare il numero delle imprese coinvolte e dei prodotti integrati realmente
venduti, non soltanto il numero dei protocolli firmati.
5. Differenziare le poli<che territoriali e costruire una governance stabile
Il turismo non può essere governato a^raverso iniziaVve scollegate, bandi occasionali e promozioni che cambiano a ogni stagione.
Servono strumenV permanenV di coordinamento, programmazione e monitoraggio, come le DesVnaVon
Management OrganizaVon, sviluppate alla scala più coerente con i diversi sistemi turisVci, in parVcolare su base provinciale o metropolitana.
Le DMO devono integrare promozione, mobilità, ricettività, commercio, cultura, eventi e produzioni locali, con una cooperazione stabile tra Regione, enti locali, imprese, infrastrutture e istituzioni culturali.
Crescere senza creare nuovi squilibri
Il turismo è una grande opportunità, ma non è neutrale.
Una crescita non governata può concentrare il reddito, aumentare la pressione su mobilità, rifiuV e servizi,
generare picchi di lavoro brevi e lasciare fuori una parte dell’economia locale. Una quota della spesa può
inoltre uscire dal territorio a^raverso intermediazione, proprietà esterne e approvvigionamenV non locali,
un fenomeno richiamato anche dalla le^eratura internazionale dell’OECD.
Dagli indicatori regionali analizzati non emergono condizioni assimilabili al sovraffollamento delle maggiori destinazioni europee. Proprio per questo la Calabria può costruire un modello più equilibrato prima che eventuali squilibri diventino strutturali. Governare non significa frenare la crescita. Significa scegliere dove indirizzarla, quali benefici produrre e come misurarli.
La conclusione
La Calabria dispone oggi di condizioni più favorevoli rispetto al passato: crescono i flussi, migliorano i
collegamenti e torna ad aumentare la domanda internazionale.
Il prossimo risultato non dovrà essere soltanto un nuovo record.
Dovrà essere una stagione più lunga, una mobilità più efficiente, un’occupazione più stabile, una filiera più
integrata e una quota maggiore della spesa tra^enuta nei territori.
La sfida della Calabria non è passare da più turismo a ancora più turismo. È passare da più turismo a più
sviluppo.
I flussi si contano. Il valore si costruisce.
Fonti principali: Regione Calabria, ISTAT, Eurostat, Banca d’Italia, Assaeroporti, Unionvamere.