L’onorificenza di Alfiere del Lavoro, viene conferita ogni anno dal Presidente della Repubblica agli studenti più meritevoli d’Italia, per celebrare l’eccellenza scolastica e l’impegno costante. Quest’anno, tra i 25 giovani premiati è rientrato anche il giovane reggino Alfredo Caccamo, diplomatosi lo scorso anno con il massimo dei voti (100/100 con lode) al Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria.
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistarlo per rivivere l’emozione di un traguardo così importante, ma anche per conoscere le radici del suo successo e i suoi innumerevoli interessi che spaziano: dalle materie scientifiche ,alla letteratura (con la vittoria del Premio Leopardi) e alla musica. Un ritratto che svela una personalità eclettica ,con un metodo di studio centrato sull’interesse sincero come motore dell’apprendimento.
Ricevere l’onorificenza di Alfiere del Lavoro dal Presidente Mattarella è un traguardo che celebra l’eccellenza. Al di là dell’emozione personale, quale valore simbolico attribuisci a questo riconoscimento ?
Considero questo riconoscimento un’attestazione dell’impegno profuso nei miei studi e del valore che la cultura riveste nella mia vita. Ritengo che questa onorificenza rappresenti anche la conferma dell’esistenza di un valido sistema formativo nel nostro Paese.
Come si è svolta la giornata al Quirinale?
La giornata al Quirinale è stata la più emozionante del mio soggiorno a Roma. La cerimonia è iniziata alle ore 11:00 dello scorso 24 ottobre. Sono intervenuti il Vicepresidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ogni Alfiere ha ricevuto l’onorificenza in abbinamento a un Cavaliere del Lavoro, a sottolineare l’importanza dello studio per l’affermazione professionale.
Il tuo percorso liceale è stato impeccabile. C’è un “metodo Caccamo” per lo studio?
Credo che non possa esistere un metodo di studio universalmente valido. Ogni ragazzo dovrebbe cercare in maniera individuale strategie di apprendimento personalizzate. Io ho sempre trovato molto utile seguire con attenzione le lezioni in classe e fare approfondimenti personali sulle tematiche che più mi appassionavano. Solo il sincero interesse, la reale passione permettono di studiare con buoni risultati.
Quali sono le materie che ti appassionano ?
Gli studi universitari permettono di acquisire un sapere specialistico; la scuola ci dà invece la possibilità di esplorare molteplici ambiti del sapere e io ho sempre cercato di impegnarmi in tutte le materie, maturando con il tempo un particolare interesse per le discipline umanistiche.
Che ruolo gioca la musica, e il pianoforte in particolare, nel tuo equilibrio personale e nella tua capacità di concentrazione?
Ho conseguito un diploma accademico in pianoforte presso il Conservatorio di Reggio Calabria e ritengo che lo studio della musica mi abbia permesso di sviluppare la giusta disciplina nello studio, ma soprattutto di cogliere la bellezza dell’arte, poesia compresa.
Hai scelto di studiare Giurisprudenza all’Università Mediterranea. Cosa ti ha spinto verso il diritto?
Ho scelto di studiare Giurisprudenza attirato da quella logicità del ragionamento filosofico e da quella bellezza della parola apprese sui banchi di scuola. Mi piace l’idea di apprendere una scienza pratica che possa garantire il corretto ed equo andamento della vita sociale.
Hai scelto di rimanere a studiare a Reggio Calabria. Quanto è importante per te il legame con il tuo territorio e vedi il tuo futuro professionale in Calabria o in Italia?
Il rapporto con la mia città è molto forte e spero di poter rimanere a lavorare, anche se sono pronto all’occorrenza a fare esperienze anche fuori. Vorrei mettere le competenze maturate al servizio di quei luoghi che mi hanno formato.
Quale consiglio daresti a uno studente delle scuole superiori che sogna traguardi importanti come il tuo?
A uno studente che sogna traguardi importanti consiglierei di vedere il traguardo soltanto come un “plus”. È senz’altro importante avere un obiettivo, una direzione che ci consenta di non disperdere energie, ma il traguardo non deve diventare la ragione dello studio. Bisogna studiare per il piacere di farlo e allora i risultati arriveranno.
Angelina Stillisano































