REGGIO CALABRIA – Giovanni Suraci, coordinatore del Concorso Nazionale “Poesia per la Pace”, sostiene la proposta del professor Eugenio Mazzarella e lancia un’idea forte e simbolica: assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza per denunciare le atrocità di tutti i conflitti nel mondo e difendere il diritto inalienabile dell’infanzia alla vita.
Un riconoscimento simbolico per dire NO a tutte le guerre e SÌ al diritto di ogni bambino alla vita.
Ecco la riflessione integrale condivisa dal coordinatore in una nota ufficiale: “Non si tratta soltanto di un riconoscimento, ma di un grido, di un gesto simbolico rivolto alla coscienza dell’umanità e del tentativo di dare un nome e un volto innocente a tutte le vittime delle guerre, affinché il mondo non possa più voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza dei bambini. Un bambino non sceglie la guerra, non decide i confini, non stabilisce le alleanze, non ordina bombardamenti e non imbraccia le armi.
Un bambino nasce per conoscere la vita, non la morte; per andare a scuola, non per cercare riparo; per giocare, non per imparare a riconoscere il rumore delle esplosioni, eppure, ancora una volta nella storia, sono proprio i bambini a pagare il prezzo più atroce delle decisioni degli adulti. A Gaza, come in ogni luogo del mondo devastato dalla guerra, un bambino dovrebbe avere diritto semplicemente ad essere bambino, mentre l’UNICEF continua a documentare l’enorme impatto della guerra sull’infanzia tra bambini uccisi e feriti, famiglie distrutte, scuole e strutture sanitarie danneggiate, malnutrizione, sfollamento e profonde conseguenze psicologiche, di fronte ai quali non possiamo rimanere indifferenti. Se il Premio Nobel per la Pace deve rappresentare il più alto riconoscimento all’impegno per la pace, allora perché non guardare proprio verso coloro che della pace hanno più bisogno, potendo i bambini di Gaza diventare il simbolo di tutti i bambini innocenti travolti dai conflitti. Il loro nome potrebbe parlare al mondo più forte di qualsiasi discorso politico, per ricordarci che nessuna causa, nessuna ideologia, nessuna frontiera e nessun interesse può giustificare la morte di un bambino.

Questo messaggio non deve fermarsi a Gaza, ma deve raggiungere l’Ucraina, il Sudan, il Congo, il Medio Oriente e ogni altro luogo nel quale un bambino subisce le conseguenze della violenza e della guerra. Non esistono bambini di serie A e bambini di serie B in quanto la vita di un bambino non ha nazionalità, sia esso palestinese, israeliano, ucraino, russo, africano, europeo, asiatico o americano. Il nostro appello è semplice e radicale: fermate le guerre, fermate le bombe, fermate la morte e fermate l’odio trasmesso da una generazione all’altra, aprendo corridoi umanitari, proteggendo i civili, tutelando scuole e ospedali e garantendo ai bambini cibo, acqua, cure mediche, istruzione, sicurezza e il diritto di sognare, poiché la pace non può essere soltanto una parola pronunciata durante le commemorazioni o scritta sui manifesti, ma deve diventare una scelta politica, civile, culturale e soprattutto umana. Il Concorso Nazionale “Poesia per la Pace” nasce proprio dalla convinzione che la parola possa diventare uno strumento di dialogo, contrapponendo alla violenza la cultura, all’odio la conoscenza, alla vendetta la solidarietà e al rumore delle armi la voce dei poeti e dei bambini. Una poesia non può fermare da sola una guerra, ma può fermare dentro una persona il processo che porta a considerare normale il conflitto, insegnando a riconoscere nell’altro un essere umano ed educando alla compassione per ricordarci che dietro ogni numero ci sono un volto, una famiglia, una storia e un sogno.

Per questo la proposta del Nobel per la Pace ai bambini di Gaza vuole essere un appello affinché ogni bambino vittima della guerra venga riconosciuto come vittima dell’umanità intera, poiché se un bambino muore sotto le bombe, cresce senza scuola, casa, famiglia e speranza, o impara a odiare prima ancora di imparare a vivere, perdiamo tutti e fallisce l’intera umanità. Il Nobel ai bambini di Gaza potrebbe così diventare il Nobel a tutti i bambini che chiedono pace, un riconoscimento ideale, universale, senza bandiere, alla loro innocenza e alla capacità di continuare a sognare nonostante l’orrore, dicendo con forza mai più guerra contro i bambini.” Il Coordinatore del Concorso Nazionale “Poesia per la Pace” invita poeti, scrittori, artisti, scuole, associazioni, istituzioni e cittadini a unirsi a questo messaggio, non per scegliere una parte contro un’altra, ma per scegliere la vita contro la morte, il dialogo contro l’odio e la pace contro la guerra, affinché il mondo trovi il coraggio di pronunciare quella parola che troppo spesso viene detta e troppo raramente praticata: Pace. E che quella parola venga pronunciata soprattutto per chi non ha voce, per i bambini che non hanno scelto la guerra né l’odio e vorrebbero soltanto vivere, affidando a loro, ai bambini di Gaza e a tutti i bambini del mondo il nostro più grande desiderio che possano crescere senza guerra, senza paura e senza odio, perché salvare un bambino significa salvare il futuro dell’umanità .
Angelina Stillisano
































