Nell’ambito dell’iniziativa “il Settembre di Demetra”, Reggio Calabria si è trasformata in un palcoscenico vivente per celebrare il Risorgimento.
La settimana culturale di A.I.Par.C. Nazionale ha unito storia, musica e teatro per rendere omaggio ai martiri della battaglia di Reggio Calabria del 1847 e a una figura femminile del tutto dimenticata: Elisabetta Romeo.
La giornata ha preso il via nel suggestivo Salone dei Lampadari del Comune, dove il professor Carmine Pinto ha tenuto una Lectio magistralis profonda e coinvolgente,dal titolo “Reggio Calabria, il Mezzogiorno e la rivoluzione nazionale 2 settembre 1847 e 21 ottobre 1860”.
Al tramonto, la commemorazione si è spostata in Piazza Italia, dove la storia ha ceduto il passo all’arte. Ai piedi della statua omonima, si è tenuta la rappresentazione teatrale “Elisabetta ed il Tricolore”, uno spettacolo che ha riportato alla luce la figura di Elisabetta Romeo, la coraggiosa patriota di Santo Stefano in Aspromonte che per prima sventolò il Tricolore a Napoli il 7 novembre 1860.
Scritto e diretto con maestria da Marina Neri, lo spettacolo è stato un vero gioiello di talento e passione che ha visto la partecipazione di un cast di eccezione: Nuccia Macrì che vestito i panni di Elisabetta con una lodevole capacità interpretativa che ha catturato il cuore del pubblico, Giovanni Suraci, nel ruolo della Storia, che ha fatto da guida in questo emozionante viaggio nel tempo. La musica, composta e suonata dal maestro Mario Taverriti, ha impreziosito ogni scena, con i brani iniziali “La mia bandiera” e “Il grido di canto”,scritto da Francesco Tassone, che hanno scaldato l’atmosfera.

La manifestazione ,a cui hanno partecipato anche il sindaco Francesco Malara di Santo Stefano d’Aspromonte e il presidente dell’A.I.Par.C. Salvatore Timpano, ha offerto al folto pubblico un’occasione preziosa per riscoprire una pagina del Risorgimento spesso dimenticata. La rappresentazione ha dimostrato come l’arte possa non solo celebrare il passato, ma anche onorare il coraggio di figure straordinarie come Elisabetta, il cui contributo è rimasto in ombra troppo a lungo. Una conferma potente dell’importanza di valorizzare le storie non scritte sui libri di storia, rendendo omaggio all’ indomito coraggio di questa donna che con il suo spirito ha contribuito a scrivere una pagina del Risorgimento anche in Calabria .La rappresentazione ha riscosso grandi apprezzamenti in quanto preziosa occasione per riscoprire una figura femminile del Risorgimento che la storia ufficiale ha tralasciato.
Angelina Stillisano
































