Nella meravigliosa cornice di Piazza Castello, nonostante la data di Ferragosto , si è svolta con una calorosa partecipazione di pubblico la tappa finale del Progetto Nazionale di “Scienza Servizievole In Cammino”, guidato da Bepi Giorato e Martina Gottardo.
Protagonista della serata è stata la professoressa Daniela Lucangeli, docente all’ Università di Padova in psicologia dello sviluppo ed esperta di neuroscienze dell’apprendimento, che ha tenuto una Lectio Magistralis dal titolo “Errando… Strada Facendo”.
L’evento è stato organizzato dal CNIS (Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati) sede di Reggio Calabria, grazie all’impegno della psicologa Dott.ssa Maria Francesca Rotiroti, in collaborazione con:
Spin off Mind 4 children dell’Università di Padova, e altre associazioni locali quali: Poloapprendimento,
Potenzia-Mente, Equilibri Pedagogici e FIDESP Scuola.
L’evento ha preso il via con i saluti istituzionali e i ringraziamenti alle figure chiave che hanno sostenuto e reso possibile questo cammino: Eva Nicolò, Dirigente Scolastica del Liceo “T. Gulli”; la Dott.ssa Maria Francesca Rotiroti, rappresentante del CNIS locale; Fiorella Cinatto, che ha curato con passione i laboratori scolastici del programma “Respiro Sento”;
Bepi Giorato e Martina Gottardo, guide instancabili del progetto nazionale “Scienza Servizievole In Cammino”.
L’intervento della Professoressa Daniela Lucangeli, coniugando neuroscienze, pedagogia ed emozione, ha approfondito il valore dell’errore, l’attenzione interiore e la bellezza dell’apprendimento.
La neuroscienziata ha esordito spiegando che l’errore non è un fallimento, ma il più grande camminatore che ci guida verso nuovi orizzonti e nuovi scopi. L’etimologia lo insegna: errare significa avere troppe strade da esplorare (ben diverso dallo sbaglio, che nasce da un abbaglio).
Spesso rivolgiamo tutta la nostra attenzione all’esterno, finendo per sovraccaricare e distruggere il cervello limbico. Dobbiamo invece imparare a porre l’ascolto dentro di noi, prestando attenzione ai bisogni del corpo (come la sete o l’ansia da prestazione che i bambini provano quando temono di sbagliare). La paura e le insicurezze non si vincono con la pressione, ma attraverso l’incoraggiamento autentico.
Siamo una specie profondamente sociale, in cui ogni emozione emessa, che sia giudizio, rabbia o debolezza morale, viene recepita e metabolizzata dagli altri. Per questo motivo la scuola deve trasformarsi in una “Pandemia di Guarigione”, uno spazio sicuro per aiutare i giovani a esprimere al meglio il loro potenziale e le loro prestazioni. Se ignoriamo i segnali che il cervello limbico emette attraverso il linguaggio biochimico dei bisogni, rischiamo di cronicizzare infiammazioni fisiche e mentali. La risposta risiede in strategie riparative basate sulla gioia e sulla cura reciproca.
Il cuore è il principale regolatore del sistema limbico e il mediatore tra eustress (stress positivo) e distress (stress negativo). Sintonizzandosi sul celebre motto “I Care” di Don Milani (il principio del “tu mi stai a cuore”, “io ti curo”), il docente comprende di essere lo specchio dell’allievo. Per stimolare un vero apprendimento, l’insegnante deve riconoscere nell’altro lo scopo migliore, ricevendo in cambio una risposta di crescita straordinaria.
La professoressa ha guidato il pubblico attraverso pratiche volte a riscoprire l’equilibrio psicofisico e l’importanza del contatto umano:
La coerenza cardiaca e respiratoria, un momento dedicato a ritrovare la sincronia tra mente e corpo, sfruttando la connessione tra il ritmo cardiaco e quello della respirazione per stimolare la produzione di neurotrasmettitori del benessere e generare omeostasi.
L’esperimento Amigdala: un’esperienza focalizzata sul valore potente del contatto fisico consapevole e prolungato, capace di attivare il sistema limbico, rilasciare ossitocina e azzerare le distanze emotive tra i partecipanti.
La colonna sonora della serata è stata curata da Giovanni Prestinicola, talentuoso chitarrista e voce della Ray Band, che ha accompagnato musicalmente i momenti chiave dell’ evento con intensi brani d’autore (L’isola che non c’è, Una storia sbagliata, La vita è bella, La cura e infine Meraviglioso) duettando insieme alla madre, la dirigente scolastica Eva Nicolò.
Prima del commiato definitivo, è stato proiettato un toccante video dedicato ad Ernesto Burgio: un grande ricercatore, scienziato e “fratello di scienza” della professoressa Lucangeli, ricordato con profonda commozione da tutti i presenti.
Il brano “Meraviglioso” ha chiuso il sipario suggellando l’emozione di questa memorabile tappa con il saluto finale, di Bepi Giorato, Martina Gottardo e di tutti i componenti di “Scienza Servizievole In Cammino “.
Angelina Stillisano































