Saverio Strati tra Memoria e Futuro con Palma Comande’

Una serata di “alto respiro” culturale quella svoltasi presso la stazione di Santa Caterina, grazie all’instancabile iniziativa dell’associazione “Incontriamoci Sempre”, diretta con grande attivismo da Pino Strati.

Protagonista assoluta la scrittrice e studiosa Palma Comandé, nipote di Saverio Strati, che con grazia, eleganza e incisività ha saputo riaccendere i riflettori sull’immensa eredità letteraria dello zio.

​L’incontro, moderato con equilibrio da Francesco Miroddi e impreziosito dalle letture dell’attrice Festa, che ha ammaliato la platea dando voce agli stralci più significativi delle opere stratiane, è stato molto più di una semplice commemorazione: è stata una disamina attenta del realismo antropologico di uno dei più grandi autori del Novecento italiano.

​Intervistata ai nostri microfoni, Palma Comandé ha descritto il suo ruolo non solo come un dovere familiare, ma come un vero e proprio viaggio emozionale.

“Non è solo il legame parentale-affettivo a muovermi”, ha spiegato la studiosa, ma il valore intrinseco di uno scrittore che ha saputo raccontare l’uomo non come vittima sociale, ma come soggetto capace di modificare il proprio destino.”

​Comandé ha sottolineato come Strati abbia offerto una narrazione della Calabria diversa dai soliti cliché: una terra popolata da figure dignitose, capaci di decidere per la propria vita. Una chiave di lettura fondamentale per interpretare il presente e non restare confinati in “ghetti” culturali o geografici.

​Al centro del dibattito, il capolavoro del 1957, “La teda”. Il titolo, che si riferisce alla fiaccola di legno resinoso usata un tempo per illuminare i tuguri dove convivevano uomini e animali, è il simbolo di una luce che squarcia l’oscurità della miseria. L’opera, segnalata all’epoca da Elio Vittorini, ottenne un successo tale da essere pubblicata nel 1962 negli USA e nel Regno Unito con il titolo “Terrarossa”, dal nome del paese immaginario dell’Aspromonte dove è ambientata la storia.

Da questo romanzo è stato inoltre tratto l’omonimo film del 2001 diretto da Giorgio Molteni, che racconta lo scontro tra la dignità del lavoro e le logiche pre-mafiose .
​Non è mancata una nota critica riguardo agli ultimi anni di vita dello scrittore, segnati dall’amarezza per un’arte spesso non adeguatamente tutelata.

Palma Comandé ha lanciato un monito chiaro alle istituzioni: ​”È necessario concentrarsi meno sui carrierismi e investire di più sul bene comune, ovvero sulla cultura. Le istituzioni devono intervenire affinché i giovani possano scoprire le proprie attitudini e passioni oltre il semplice sapere scolastico”.

​Secondo la studiosa, solo intercettando le passioni individuali si può permettere all’uomo di dare il meglio di sé e alla società di progredire attraverso progetti intellettuali di ampio respiro.

​A coronare una serata densa di partecipazione, il momento finale è stato affidato alla sensibilità della poetessa Bruna Filippone. In un clima di profonda commozione, la Filippone ha dedicato un componimento poetico proprio a Palma Comandé, rendendo omaggio alla sua dedizione e alla forza con cui porta avanti la memoria dello zio.

​La serata si è conclusa con la consapevolezza che l’opera di Strati resti una guida necessaria per chiunque voglia comprendere profondamente la natura umana e le contraddizioni del nostro tempo, custodita oggi da mani sapienti e cuori appassionati come quelli di Palma Comandé.

Angelina Stillisano