La suggestiva cornice del Giardino del Tempio del Gran Priorato “Gioacchino da Fiore” ha ospitato la seconda edizione del Premio Letterario, un evento celebrativo dell’arte e della parola organizzato dall’Accademia delle Calabrie “Gioacchino da Fiore” in sinergia con l’Associazione culturale “Il Saraceno”.
Il prestigio della manifestazione è stato decretato dalla partecipazione di numerosi poeti, la cui presenza ha elevato il valore della rassegna e offerto un contributo di alto profilo artistico.

In gara: D. Pirilli, N. Neri, T. De Lorenzo, P. Ravenda, M. Riso, P. Porpiglia, R. Zinnato, A. Trunfio, P. Vilasi, E. Festa, R. Pirrello, L. Panetta, P. Marcianò, N. Cotroneo, F. Donato.
La giuria ha premiato il talento e la sensibilità espressiva dei seguenti autori: per la Sezione in Lingua Italiana, Miki Riso, vincitrice con il componimento “L’ultima lacrima” , i cui versi intensi ed emozionanti hanno trovato concorde la giuria per la profondità del contenuto e la qualità espressiva.
La sezione in vernacolo: Elena Festa, premiata per “Ricchizza e puvirtà”, opera che esalta la forza identitaria del dialetto, capace di elevare la dignità dei sentimenti.
La conduzione è stata affidata ad Antonio Sapone, coadiuvato dalla direzione artistica di Anna Di Prima e Pino Minniti.

La serata ha visto la partecipazione speciale della vincitrice dell’anno scorso, Angela Crea, con la poesia in vernacolo “Ddha ssutta ‘nta sciumara”, a dimostrazione della crescita del premio; mentre le note melodiose della fisarmonica del musicista e giornalista Angelo Laganà hanno allietato il pubblico.
La dimensione visiva è stata curata dall’artista Cristina Corso, le cui opere hanno impreziosito la stupenda cornice.

Il successo dell’iniziativa è il risultato dell’impegno del Gran Priore Roberto Palumbo, del dottor Tito Triolo e dell’intera comunità dei Templari.
La loro dedizione ha permesso di trasformare l’evento in un appuntamento di rilievo per il territorio, capace di custodire e diffondere l’identità culturale calabrese attraverso la bellezza del verso e dell’arte, confermando la cultura come pilastro di valori condivisi e autentici.
Angelina Stillisano


































