Si è concluso con una partecipazione calorosa e momenti di profonda commozione l’incontro “1946 L’anno della svolta: Le donne al voto”, svoltosi oggi, sabato 7 marzo, presso l’oratorio parrocchiale.
L’evento, organizzato dal Centro Italiano Femminile (C.I.F.), ha reso omaggio all’ottantesimo anniversario del suffragio universale in Italia, trasformandosi in una vera e propria celebrazione della dignità e del coraggio femminile.

La serata è stata aperta dai versi della poesia “Scintilla di luce”, declamata con trasporto dalla professoressa e poetessa Angelina Stillisano, a cui ha fatto seguito il saluto di benvenuto dell’avvocato Maria Antonia Carbone, presidente del C.I.F. di Sinopoli.
Nel suo intervento, la presidente ha sottolineato come il voto del ’46 non sia stato solo un atto politico, ma l’inizio di un cammino di emancipazione ancora oggi attualissimo, evidenziando al contempo la storica difficoltà nel reperire fonti documentali calabresi su quel periodo.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza della dottoressa Annunziata Bianchini, stimata pediatra e figura di riferimento per l’impegno sociale, che ha trasportato la platea indietro nel tempo rievocando l’emozione diretta di quel 2 giugno 1946.
All’incontro ha preso parte anche il Sindaco, professore Luigi Chiappalone, il quale è intervenuto con garbo istituzionale per ribadire che la figura femminile va onorata e festeggiata ogni giorno, mettendo in luce l’importanza della donna come pilastro del focolare domestico e confermando la sua piena disponibilità nel sostenere future manifestazioni di tale valore sociale.
Il racconto è proseguito con l’intervento della dottoressa Carmelina Cannizzaro, medico di base, che ha riportato la preziosa testimonianza orale della signora Maria Caterina Occhiuto (classe 1930), nativa di San Procopio; sebbene all’epoca avesse solo 16 anni e avrebbe votato ufficialmente solo cinque anni dopo dal suo racconto è emerso chiaramente il fervore che animava la società del tempo, divisa tra il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana.

Per dare voce a quel clima di acceso confronto, la dottoressa Cannizzaro ha declamato con enfasi i versi scritti dai fratelli della signora Maria Caterina, Leopoldo e Bruno , i quali attraverso la figura di “Don Pascali Pindilli” hanno tratteggiato con sagace ironia il tentativo di persuasione elettorale e la risposta ferma di chi riconosceva nel segreto della cabina un momento di libertà e coscienza assoluta, ricordando che “ca n’da cabbina elettorali c’è u Signuri tali e quali!”. Il cuore pulsante della riflessione collettiva è stata poi la proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi; la pellicola, alternando magistralmente ironia e dramma, ha saputo toccare le corde più profonde del pubblico, illustrando visivamente la resilienza delle donne nel dopoguerra attraverso un silenzio assorto interrotto solo dai lunghi applausi finali.
La serata di profonda memoria condivisa si è infine conclusa in un clima di gioiosa convivialità con un ricco buffet, offrendo ai presenti un ulteriore momento di confronto per onorare una conquista che ha cambiato indelebilmente il volto della nostra democrazia.
Angelina Stillisano.
































