Un appello accorato contro la violenza

In questo particolare momento storico caratterizzato da continue escalation di odio e di conflitti, il mondo della cultura si fa sentire.

I “Poeti per la Pace” hanno lanciato un appello accorato contro la violenza del momento, attraverso il loro coordinatore, Giovanni Suraci.

Questo documento denuncia con fermezza come la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, venga usata per diffondere atti di violenza simbolica, minacciando i fondamenti stessi della democrazia e il rispetto per il dissenso. Suraci afferma: “Il mondo della cultura non può rimanere in silenzio di fronte a questa deriva di violenza e odio, anche quando è veicolata dalla tecnologia.

L’episodio virtuale di un aereo militare (creato dall’IA) che “bombarda” manifestanti con letame, pilotato dal Presidente USA, è un segnale che ha superato ogni limite, calpestando i valori fondamentali di democrazia e non-violenza.

È necessaria una mondiale presa di coscienza , perché questo atto, sebbene virtuale, deride e normalizza la violenza contro l’opposizione, richiedendo una posizione ferma e apolitica. Una democrazia sana si basa sul rispetto del dissenso.

Se non ci facciamo sentire, l’Occidente rischia di accettare odio e umiliazione come strumenti legittimi del dibattito, scivolando verso la disumanizzazione. Facendo eco ai moniti di Papa Francesco e pensatori come Gramsci, tutti gli operatori della cultura, artisti, scrittori e pensatori, non devono rimanere indifferenti.

L’indifferenza è la via più rapida verso la disumanità e ci rende complici delle derive autoritarie. I Poeti per la Pace utilizzeranno la parola, l’arte e il dibattito per esprimere la loro riprovazione contro questa perversione del linguaggio politico. La cultura è la sentinella della civiltà: ha il dovere di alzare la voce, in modo organizzato, contro ogni forma di violenza, sia fisica che simbolica. Dobbiamo riaffermare che il dissenso si onora, non si schernisce. La pace si costruisce con il rispetto, non con l’odio virtuale.” Angelina Stillisano