«Intitolare una piazza a monsignor Tommasini – ha detto l’inquilino di Palazzo Alvaro – significa restituire spazio pubblico alla memoria collettiva e riaffermare il valore della nostra storia locale. Diminniti non è e non può essere considerata una periferia perché esiste un’unica città, Reggio Calabria, e ogni suo luogo ha contribuito allo sviluppo e all’identità del territorio».
Così, rievocare la figura di Tommasini a duecento anni dalla sua scomparsa, per Versace «non è solo un atto di gratitudine, ma un messaggio alle nuove generazioni». «Un esempio – ha sottolineato – che le istituzioni hanno il dovere di commemorare e, soprattutto, di attualizzare nelle proprie azioni quotidiane».
«Fondamentale – ha concluso il sindaco metropolitano facente funzioni – è anche il ruolo della cittadinanza attiva che spesso riesce a fare sui territori ciò che le istituzioni da sole non riescono a realizzare. Questo impegno rappresenta uno stimolo prezioso per tutti noi».


































