Per commemorare la scomparsa del grande artista Domenico Antonio Tripodi, avvenuta lo scorso 3 maggio, e per sottrarre dall’ oblio la vastissima produzione dantesca, le nipoti Carmelita e Marzia Tripodi hanno dato vita a un’indimenticabile rievocazione dantesca ,con il patrocinio del Comune e in sinergia con il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” e il Piccolo Museo della Civiltà Contadina.

Le suggestive viuzze di Nucarabella si sono magicamente trasformate in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare la memoria del poliedrico Maestro. L’evento, intitolato Nucarabella: “Dal fiume infernale alla fonte del Paradiso: il viaggio della Divina Commedia nella strada del suo artista”, ha affascinato i visitatori in un percorso suggestivo ispirato alle visioni dantesche di Tripodi, trasformando quest’ area in una vera e propria cattedrale artistica capace di rapire per fascino e bellezza tutti gli spettatori.

La cerimonia ha preso il via con l’introduzione affettuosa della professoressa Carmela Cutri, legata al Maestro da un profondo rapporto di amicizia. A seguire, si è tenuto il saluto istituzionale del sindaco, il professore Pietro Violi, che ha ringraziato tutti i presenti in modo particolare la scrittrice Caterina Iero,responsabile del Piccolo Museo della Civiltà Contadina e memoria storica del luogo, per il suo impegno a favore di questa pregevole iniziativa. Fuori programma la partecipazione della giornalista Angelina Stillisano che ha delineato in modo affettuoso il legame con l’ artista sia dal punto di vista artistico che umano.

La celebrazione è stata impreziosita e resa magnifica dalla partecipazione musicale della maestra Maria Angela Luppino, che ha guidato con maestria un piccolo gruppo di musicisti, creando un’atmosfera di intensa spiritualità ed emozione. Profondamente sentite sono state poi le parole delle nipoti, Carmelita e Marzia Tripodi, protagoniste di un commosso viaggio rievocativo nella memoria dell’amato zio.
All’evento ha preso parte un folto gruppo di persone,istituzionali e non; l’assessore al Bilancio e ai Tributi ,Teresa Borrello, e numerosi appassionati dell’arte tripodiana; in modo particolare, si è distinta la presenza di Saverio Fiorentino Giovinazzo, arrivato da fuori regione.

Figlio di arte ,Tripodi è stato un genio a tutto tondo,viene ricordato con l’ appellativo dell’ “Aspromontano”, conferitogli dai più illustri critici, nome che non subiva ma che rivendicava con orgoglio spirituale,riconoscendosi in quella montagna bianca , simbolo di luce ma anche ricca di mistero. Il grande artista si nutriva dei materiali della traduzione ,lavorati con gestualità energica e al tempo stesso meditata,come testimonianza concreta del suo dovere morale per dare forma alla bellezza e alla verità. Nelle sue creazioni ha saputo fondere i toni caldi e i contrasti della luce del Sud con la cultura della Magna Grecia.

Tra le sue opere più straordinarie spiccano le 150 interpretazioni “psicologiche” della Divina Commedia, che hanno raccolto gli elogi di grandi critici d’arte:
Claudio Strinati, che ne ha lodato lo stile capace di far “rivivere” Dante anziché limitarsi a illustrarlo;
Antonio Paolucci, che lo defini un artista vero al servizio dell’arte, lodandone la capacità evocativa e visionaria in perfetto equilibrio tra passione e lucidità intellettuale.

Un pilastro fondamentale della poetica di Tripodi è stato il legame viscerale con le nuove generazioni ,in modo particolare con il Liceo scientifico .In questa occasione, 13 studenti del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” hanno preso parte attiva all’evento, sotto la guida attenta dei professori Antonietta Partinico e Antonio Barresi e Carmela Cutri ,per guidare i visitatori alla scoperta delle opere del Maestro dislocate nella zona Nucarabella a cui egli era profondamente legato.
Con la loro presenza e il loro impegno, gli studenti hanno riconfermato il ruolo del Liceo Enrico Fermi ,magistralmente presieduto dalla professoressa Graziella Ramondino, come presidio culturale attivo, capace di coniugare la rigorosa tradizione scientifica con una profonda sensibilità umanistica, rinnovando quel testamento etico da lui lasciato e basato sull’esortazione a “volare sempre alto come le aquile”.
L’evento ha rappresentato un viaggio di rinascita che rimarrà impresso nelle menti e nei cuori della gente, rinnovando l’appello affinché l’immenso patrimonio del Maestro venga tutelato come faro di crescita civile e culturale per la Calabria tutta.
Angelina Stillisano































