Trenitalia spa è una società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane interamente partecipato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La società gestisce un servizio pubblico essenziale di trasporto ferroviario regionale in regime di contratto di servizio con le regioni.
Detto questo, si dà il caso che un capotreno di TRENITALIA spa in servizio presso la Direzione Regionale Calabria, attivo sul piano sindacale seppur senza incarichi formali, ha ricevuto nel corso del 2025 ben quattro contestazioni disciplinari in un arco ristretto di tempo a partire dalla sua prima partecipazione a una riunione sindacale in data 29 gennaio 2025.
Il capotreno sarebbe stato ritenuto dall’azienda passibile di provvedimenti disciplinari per avere inoltrato comunicazioni di servizio ai superiori gerarchici e in copia, per conoscenza, alle rappresentanze sindacali aziendali , in relazioni a criticità operative , disservizi, sicurezza e condizioni di lavoro del personale di bordo attraverso l’utilizzo delle apparecchiature digitali aziendali.
Egli è stato sanzionato discriminatoriamente per aver fatto il proprio dovere e lo è stato oltremodo se consideriamo l’utilizzo della posta elettronica aziendale da parte dei responsabili aziendali locali per comunicazioni di carattere risibile e non strettamente lavorativo.
Vogliamo ricordare che il coinvolgimento delle Rappresentanze Sindacali nelle comunicazioni relative a sicurezza, condizioni di lavoro, segnalazioni di criticità operative e violazioni del CCNL costituisce la prassi ordinaria nelle relazioni industriali ed è tutelato dalle norme in materia di libertà sindacali .
Come Federazione Metropolitana di Sinistra Italiana-AVS di Reggio Calabria, desideriamo esprimere la nostra più convinta solidarietà al capotreno vittima di un ricorso reiterato e sproporzionato dello strumento disciplinare aziendale e individuato, con fare intimidatorio e antisindacale, come il capro espiatorio necessario per coprire le lacune e le responsabilità organizzative di assoluta pertinenza e responsabilità dell’azienda stessa che, così facendo, ostacola palesemente il dialogo tra lavoratori e sindacati.
A tal proposito ,l’11 febbraio scorso abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta firmata dal compagno, on. Francesco Mari al Ministero del Lavoro, a quelli dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Attendiamo la risposta dei Ministeri competenti per l’accertamento delle responsabilità:
1)I Ministeri sono a conoscenza dei fatti denunciati?
2) Tali comportamenti aziendali discriminatori tesi a intimidire e a criminalizzare il personale ferroviario che fa il proprio dovere nell’interesse dell’Azienda stessa cercando di tutelare la propria sicurezza e incolumità e che esercita i propri sacrosanti e legittimi diritti sindacali, sono riconducibili a INIZIATIVE AUTONOME DELLA DIREZIONE REGIONALE CALABRIA o a prassi più ampia del GRUPPO FERROVIE DELLO STATO ITALIANE?
3)L’operato di TRENITALIA SPA , gruppo interamente partecipato dal MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, è coerente con quanto previsto nel CCNL e rispettoso dei principi di rango costituzionale a tutela delle LIBERTA’ SINDACALI?


































