Lo scorso 14 agosto 2026, il CFU – Caregiver Familiari Uniti ha promosso il flash mob nazionale #VacanzeMancateCFU, un’iniziativa finalizzata a dare voce a chi affronta un impegno di amorevole cura
che non conosce soste.
Tra le adesioni emerge quella dell’associazione ‘Il Sorriso di Natale e Chiara”, che ha scelto di estendere la riflessione su una categoria spesso invisibile: i sibling, termine che indica i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità.
Per i caregiver familiari, l’estate non è sinonimo di svago, viaggi e riposo. Durante i mesi estivi, con la riduzione o la chiusura di molti servizi di supporto, il carico assistenziale tende ad aggravarsi.
Poiché la mole di lavoro quotidiana impedisce spesso ai caregiver di riunirsi fisicamente, i social network sono diventati lo spazio ideale per il flash mob del 14 agosto. Attraverso post, foto e testimonianze, tante storie individuali si sono trasformate in un’unica e potente voce collettiva per denunciare una realtà complessa: viaggiare o cambiare luogo non significa necessariamente andare in vacanza quando si continua a gestire un’assistenza fatta di farmaci, terapie e responsabilità 24 ore su 24.
All’interno della mobilitazione nazionale, l’associazione” Il Sorriso di Natale e Chiara” ha introdotto una prospettiva fondamentale, riassunta nell’appello: «Quando parliamo di disabilità e di carico assistenziale, ricordiamoci anche dei sibling».
L’associazione porta l’esempio concreto di Rocco: oggi venticinquenne, è cresciuto direttamente immerso nella disabilità dei fratelli minori Natale (29 anni) e Chiara (16 anni), i cui genitori sono diventati caregiver a tempo pieno dopo i suoi primi anni di vita.

A differenza dei genitori, Rocco non ha conosciuto una quotidianità diversa. Ha dovuto adattarsi fin da piccolo alle esigenze dei fratelli, imparando a prendersi cura di loro, ad aspettare, a rinunciare e ad assumersi responsabilità adulte in età precoce.
La riflessione dell’associazione evidenzia come anche i sibling vivano le proprie “vacanze mancate”. La loro crescita è segnata da:
Infanzie e adolescenze differenti, condizionate dalle esigenze familiari.
Responsabilità invisibili che pesano sulle loro spalle senza un adeguato riconoscimento.
Sogni, bisogni e fragilità che rischiano costantemente di passare in secondo piano rispetto all’emergenza della disabilità e alla fatica dei genitori.
Riconoscere questa realtà non significa contrapporre i caregiver ai sibling, ma comprendere che appartengono alla stessa storia e condividono lo stesso carico emotivo e organizzativo, pur vivendolo in momenti e con ruoli differenti.
Il flash mob #VacanzeMancateCFU ha dimostrato che dietro a ogni caregiver c’è un’intera famiglia. Fratelli e sorelle imparano molto presto cosa significhi comprendere, attendere e accudire, spesso mettendo i bisogni altrui prima dei propri.
La richiesta finale dell’associazione racchiude il senso profondo dell’intera mobilitazione: prendersi cura di chi si prende cura, senza dimenticare chi cresce accanto a chi ha bisogno di assistenza, affinché la storia di ragazzi come Rocco smetta di essere invisibile.
Angelina Stillisano































