mercoledì 9 Settembre 2026
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Mal di schiena: prevenzione, diagnosi precoce e nuove tecnologie

Il mal di schiena non è più un problema esclusivamente legato all’età avanzata. Oggi i disturbi della colonna vertebrale interessano sempre più frequentemente anche adulti giovani e persone in piena età lavorativa, diventando una delle principali cause di limitazione funzionale e assenza dal lavoro nei Paesi industrializzati.
“L’aumento delle patologie vertebrali rappresenta un fenomeno in forte crescita nei Paesi industrializzati, guidato principalmente dall’allungamento dell’aspettativa di vita e dalla diffusione di stili di vita eccessivamente sedentari», spiega il dottor Maurizio Calarco, fisioterapista e cofondatore di PhysioSpecialist -. Se in passato i disturbi della colonna colpivano prevalentemente gli over 60, oggi l’insorgenza clinica si è notevolmente anticipata, interessando con frequenza anche la fascia tra i 40 e i 50 anni”.


Tra le principali cause figurano sedentarietà, posture scorrette dovute all’uso prolungato di computer e dispositivi elettronici, sovrappeso e progressivo invecchiamento della popolazione. Le patologie più frequenti comprendono ernie del disco, discopatie, stenosi del canale vertebrale, spondilolistesi, scoliosi degenerative e crolli vertebrali da osteoporosi.
Secondo il neurochirurgo Giuseppe Sciarrone, oggi si ha la percezione che il mal di schiena colpisca un numero maggiore di persone, ma il cambiamento è legato soprattutto ai progressi della medicina.

“Non è che prima il mal di schiena colpisse solo gli anziani e oggi anche i giovani. È cambiata la conoscenza della colonna vertebrale e, soprattutto, è cresciuta enormemente la capacità diagnostica. Disturbi che un tempo venivano considerati semplici acciacchi dell’età oggi hanno un nome e una diagnosi precisa”.
Le patologie della colonna sono infatti multifattoriali e dipendono da attività lavorativa, stile di vita, sedentarietà, alimentazione e solo in rari casi da fattori genetici.

“Oggi le persone si rivolgono agli specialisti fin dai primi sintomi perché non accettano più che il dolore limiti il lavoro, lo sport o la vita quotidiana. Questo permette di intervenire molto prima rispetto al passato”- aggiunge Sciarrone.
I numeri confermano la portata del fenomeno. Nei Paesi industrializzati si registrano ogni anno circa 600 milioni di nuovi episodi di mal di schiena limitante, destinati a raggiungere il miliardo entro il 2030. Solo negli Stati Uniti il mal di schiena provoca la perdita di circa 2 miliardi di ore lavorative ogni anno, tanto da essere definito una vera e propria “epidemia silente“.
Per questo motivo la medicina moderna punta sempre più su percorsi multidisciplinari che integrano prevenzione, riabilitazione e, quando necessario, chirurgia mininvasiva e robotica.

“La chirurgia non è sempre l’ultima spiaggia – precisa Sciarrone-. Il paziente deve essere inserito nel percorso terapeutico più adatto al proprio caso. In Italia abbiamo sviluppato un modello molto evoluto che privilegia, quando possibile, trattamenti conservativi altamente specializzati”.


In quest’ottica si inserisce anche l’investimento del centro PhysioSpecialist, che introdurrà a Reggio Calabria il primo sistema di Decompressione Spinale BTL presente sul territorio reggino.
“La decompressione spinale è una terapia meccanica e robotica non invasiva che utilizza forze di trazione automatizzate per trattare ernie, protrusioni e dolori cronici intervenendo sull’intera colonna vertebrale” – spiega Calarco. Il sistema consente di mobilizzare le articolazioni vertebrali, ridurre la pressione sulle strutture nervose, rilassare e allungare i tessuti molli, favorendo i naturali processi di recupero dell’organismo.
Per entrambi gli specialisti il futuro della cura passa soprattutto dalla prevenzione.

“Mantenere il peso forma, svolgere attività fisica regolare e seguire programmi di ginnastica posturale rappresentano gli strumenti più efficaci per proteggere la colonna vertebrale”- sottolinea Calarco.

Sciarrone conclude evidenziando l’importanza della collaborazione tra professionisti: “La cura della colonna è multidisciplinare per definizione. Creare una rete di specialisti significa ridurre i tempi della diagnosi, evitare la dispersione di risorse e offrire ai pazienti un percorso più rapido ed efficace”.
Proprio per consentire a chiunque di conoscere e testare questa innovativa tecnologia, il 19 settembre PhysioSpecialist organizzerà presso il proprio studio di Reggio Calabria un Open Day gratuito, dedicato alle patologie della colonna vertebrale. Sarà l’occasione per incontrare gli specialisti, ricevere informazioni e provare il nuovo Sistema di Decompressione Spinale BTL, terapia meccanica e robotizzata che utilizza forze di decompressione automatizzate per mobilizzare le articolazioni vertebrali, alleviare la pressione sulle strutture neuro-spinali e rilassare e allungare i tessuti molli.