Lo 0 – 0 del “Federale” di Catanzaro tra P.D. Taverna e Deliese non è un pareggio come gli altri. È una ferita aperta. È l’ennesima pagina vergognosa di un calcio che continua a tradire se stesso.
Il dato sportivo oggi passa in secondo piano davanti a ciò che è accaduto sul  rettangolo di gioco.
Perché oggi non si è giocata una partita ad armi pari.
Dopo appena 13 minuti, la Deliese rimane il 10 uomini per l’espulsione di Versaci. Da lì in poi, un monologo arbitrale fatto di errori, superficialità e diciamolo chiaramente malafede sportiva.
Rigori clamorosi, netti, evidenti, che vengono ignorati con una tale leggerezza, senza alcuna spiegazione plausibile, che offende l’intelligenza di chi ama questo sport.
E allora la domanda sorge spontanea: perché? Perché una squadra che rappresenta un paese di appena 3500 abitanti che si identificano in questa maglia, che affronta viaggi lunghissimi, sacrifici economici, organizzativi e umani enormi, deve essere trattata in questo modo? Perché una squadra che è prima in classifica sul campo, che vince e convince con il lavoro e con la correttezza, viene letteralmente imbrogliata? Qui non si parla di errori umani, qui si parla di una terna arbitrale inadeguata, impreparata, incapace di gestire una partita di calcio.
Qui si parla di un sistema che permette tutto questo, e che poi pretende silenzio e rassegnazione.
Noi agli organi competenti lo diciamo chiaramente: non si può fare calcio così. Non si può distruggere la credibilità di un campionato con decisioni che fanno venire voglia di smettere, di mollare tutto!
La Deliese oggi non ha perso sul campo. Ha dimostrato carattere, forza, identità. Ma è stata tradita da chi avrebbe dovuto garantire equità e rispetto. È una vergogna assoluta, una vergogna che fa male non solo alla Deliese, ma a tutto il calcio dilettantistico.
A questo punto il messaggio sembra essere molto chiaro: non basta essere forti per vincere, se non viene garantita la correttezza. Noi accettiamo il verdetto del campo. Quello che non accettiamo e il modo in cui si può decidere una partita, e su questo, non resteremo in silenzio.
Questo il duro comunicato della società aspromontana.


































