L’Accademia del Tempo Libero ODV di Reggio Calabria, insieme al Movimento Culturale “Cento e più Poeti per la Pace”, al Coro Città di Villa San Giovanni e all’Inchorus International Choral Federation, ha presentato l’opera teatrale e musicale “Il Mito d’Ulisse–Viaggio tra arte, musica e poesia”.
L’evento è nato da un’idea del Maestro Giusj Santacaterina e dello scrittore Giovanni Suraci, che ne ha curato la sceneggiatura e la regia.
Lo spettacolo si è tenuto a Reggio Calabria presso l’Auditorium Zanotti-Bianco. Per l’occasione, la sala si è tinta dei colori del mito per ospitare un evento unico nel suo genere,che ha saputo coniugare in modo sublime arte, musica, poesia e impegno civile.

Nata per smuovere le dormienti coscienze del nostro tempo, l’opera ha visto in scena un ampio cast di poeti, scrittori e artisti: Giuseppe Dieni, Carmen Sottilotta, Miky Riso, Carmen Schembri Volpe, Gabriella Porpiglia, Domenica Pirilli, Tiziana De Lorenzo, Angela Trunfio, Katya Mangeruca, Antonio Benestare, Maurizio Colosi, Nino Cervettini, Cinzia Messina, Maria Ielo, Angelina Stillisano, Marilena Panetta, Katia Germanò, Raffaela Condello, Mimma Creaco, Nuccia Macrì e Marina Neri.
La parte musicale è stata affidata al Coro Città di Villa San Giovanni , diretto magistralmente al pianoforte dal Maestro Giusj A. Santacaterina, accompagnato al violino dal Maestro Daniela Cicco e alla chitarra da Antonio Barresi , che ha impreziosito l’intero spettacolo con suggestivi intermezzi.
Ambientato nello Stretto di Scilla e Cariddi, lo spettacolo si è fatto metafora della condizione umana contemporanea. Nel nome della memoria, la rappresentazione ha voluto ribadire con forza i valori della “Pace” e “Fratellanza”, portando sul palco non un semplice eroe mitologico, ma un pellegrino alla ricerca della Pace e dedito in modo fattivo alla sua concreta realizzazione.
L’Odissea si fa così specchio del nostro presente, un mondo che innalza confini e crea solitudini. In questo scenario emerge la figura di Penelope, simbolo di chi non si arrende e rifiuta di restare prigioniera del proprio destino. In lei vive la forma più vera della resilienza: una resistenza forte, fiera e consapevole contro l’arroganza dei Proci e l’indifferenza di coscienze sempre più deboli.
L’opera si è aperta con una poesia dedicata allo Stretto e con gli interventi delle Muse, che hanno introdotto il tema del viaggio, del fragile equilibrio Ulisse, interpretato con grande pathos e trasporto da Antonio Benestare, che ha respinto con fermezza le lusinghe delle Sirene per restare fedele a Penelope e alla sua terra, pronunciando un solenne monologo contro la guerra e lanciando un accorato appello alla “Pace”.

Parallelamente, Penelope, interpretata con intensa sensibilità da Marina Neri, ha dato voce al dolore dell’attesa ma soprattutto a una straordinaria resilienza. La sua non è stata una passiva rassegnazione, bensì una rocciosa fermezza: ha saputo resistere alle pressioni dei Proci (Eurimaco e Antinoo), sostenuta dalla sua determinazione e dalle leali consigliere. L’opera si è avviata alla conclusione con il monologo di Scilla, figura reimmaginata come sentinella ferita della natura contro l’indifferenza umana, per poi chiudersi sulle note evocative di “Itaca” di Lucio Dalla.
Bravissimi tutti gli interpreti, che hanno saputo regalare un’interpretazione intensa e toccante: con i loro monologhi sono riusciti a generare in sala un silenzio assoluto e partecipe, catturando una platea rapita dalla forza del testo, guidato dalla regia di Giovanni Suraci e coordinato dalla meticolosa direttrice di scena, Mimma Creaco.
A chiusura dell’evento, la consegna degli attestati ha fatto calare il sipario su una serata memorabile.
In conclusione, lo scrittore Giovanni Suraci ha rivolto un ringraziamento speciale all’Accademia del Tempo Libero ODV in tutte le sue componenti per l’accoglienza e per il supporto tecnico, e a Salvatore Marrari per le riprese video.
Angelina Stillisano

































