mercoledì 14 Ottobre 2026
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Caro energia, dalla clausola di salvaguardia nazionale 14 miliardi

La clausola di salvaguardia nazionale si estende anche alla crisi energetica, aprendo la strada a risorse per circa 14 miliardi di euro destinate a contrastare il caro energia e a sostenere famiglie vulnerabili, imprese energivore e attività produttive, commerciali e agricole. Un intervento che assume particolare rilievo anche per la Calabria, dove l’aumento dei costi energetici incide sui bilanci delle famiglie e sulla competitività delle imprese, con ripercussioni sul tessuto economico regionale.

A sottolinearlo sono i senatori calabresi di Fratelli d’Italia, Fausto Orsomarso ed Ernesto Rapani, che evidenziano l’importanza dell’azione del Governo Meloni per garantire un sostegno concreto alle categorie maggiormente colpite dall’impennata dei prezzi dell’energia.

«Con l’estensione della clausola di salvaguardia nazionale anche alla crisi energetica – dichiarano i due senatori – il Governo Meloni mette in campo risorse significative per aiutare famiglie vulnerabili, imprese energivore e attività produttive, commerciali e agricole. Si tratta di un intervento importante anche per la Calabria, dove famiglie, lavoratori e imprese hanno risentito fortemente dell’aumento dei costi energetici».

«L’obiettivo – proseguono Orsomarso e Rapani – è fare in modo che il sostegno raggiunga concretamente chi ne ha più bisogno, tutelando il potere d’acquisto delle famiglie e accompagnando le imprese in una fase complessa, nella quale il costo dell’energia rappresenta un fattore determinante per la continuità delle attività e per la tenuta del sistema produttivo. Quello ottenuto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per calmierare i costi energetici – concludono i senatori di Fratelli d’Italia – rappresenta un risultato importante, che potrà contribuire ad affrontare le difficoltà generate da una crisi che non dipende da noi, ma che coinvolge direttamente anche il nostro territorio. La Calabria ha bisogno di misure capaci di sostenere famiglie, lavoratori e imprese, salvaguardando l’occupazione e dando nuove prospettive alle attività economiche regionali».