Il Comitato di quartiere sull’incendio di ieri: “Archi brucia, sindaco e giunta comunale dormono”

 

 

Intorno alle 23:00 di ieri, mercoledì 27 maggio 2020, un piromane ha dato fuoco alla mega discarica di Archi Cep, nelle adiacenze dell’ex Facoltà di Giurisprudenza. Sin dai primi focolai è stato avvertito il comitato di quartiere Il Popolo di Archi che ha tempestivamente contattato i Vigili del Fuoco che sono arrivati sul luogo con tutti i mezzi a disposizione per domare il vasto incendio. Purtroppo l’incendio è avanzato fino a divampare per tutta l’area interessata da rifiuti di ogni tipo e causando una nube tossica cancerogena. Inoltre in zona vi sono diverse persone con patologie a rischio tra cui asma e tumore. Nella zona antistante è presente una telecamera che purtroppo, però, non punta proprio sulla discarica e oltretutto non si conosce se la stessa sia attiva e adoperabile. Sempre in quel preciso punto vi è una colonia felina che è dovuta scappare per ripararsi dalle fiamme e dalle tossine che l’incendio rilasciava.

Ma entriamo nel merito dell’accaduto: questa discarica esiste da circa sei anni, proprio quando è stato imposto il porta a porta, ma il problema non è di per sé questo sistema, ma bensì come viene fatto funzionare e questo crea malumore tra i cittadini. Altra questione che crea malumore è quella legata alla Tassa sui Rifiuti, tra le più alte d’Europa, che induce alcuni cittadini a ribellarsi con metodi incivili abbandonando i rifiuti in strada pensando di fare del bene. Infine il tormentone propagandistico da parte della giunta comunale e del sindaco metropolitano in questi giorni contro la Regione Calabria ci sembra a dir poco offensivo nei confronti dei cittadini, i quali si attendono una risoluzione del problema e non polemiche misere da campagna elettorale spicciola.

Una giunta comunale e un sindaco metropolitano irresponsabili in quanto hanno generato confusione in alcuni cittadini facendogli credere che la colpa del mancato ritiro dei rifiuti presso le abitazioni dei cittadini fosse dovuta a una responsabilità della Regione Calabria per via della chiusura delle discariche, quando, invece, sappiamo tutti che non è così, e ve lo spieghiamo nel dettaglio. Ma non abbiamo mai visto, dal 2014 al gennaio 2020, che il sindaco metropolitano e la giunta comunale si scagliassero così veemente, oltretutto senza esito, contro la Regione Calabria, è chiaro il motivo per cui lo fanno solo ora, ma ignorano che i cittadini non sono stupidi e sono bene informati.

Infatti, la Città metropolitana di Reggio Calabria, per effetto della recente modifica della Legge Regionale n. 14/2014, ha acquisito la competenza della gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani, anche riguardo al segmento di trattamento e smaltimento dei rifiuti nell’intero ambito metropolitano (97 comuni).

La Regione Calabria ordina, con provvedimento n. 45 del 20 maggio 2020, alla Città Metropolitana di Reggio Calabria:

– di individuare, entro 10 giorni dall’emanazione della presente ordinanza, siti di stoccaggio temporaneo dei rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti urbani. Entro i 30 giorni successivi, i soggetti sopra individuati, nelle more dell’ottenimento dell’autorizzazione secondo le previsioni di legge, procedono al loro allestimento e messa in esercizio, nel rispetto della normativa tecnica, ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro;

– di procedere, entro 20 giorni successivi all’emanazione della presente ordinanza, alla pubblicazione della gara per l’affidamento del servizio di gestione degli impianti di Siderno e Gioia Tauro unitamente ai lavori di riefficientamento necessari a garantire la completa funzionalità del termo-valorizzatore e l’adeguamento alle migliori tecnologie disponibili, la cui copertura finanziaria è assicurata dalla Regione Calabria per un importo pari a 12,20 milioni di euro a valere sulle risorse della Delibera CIPE n. 55/2016

– di attivare i conferimenti nel lotto I della discarica di loc. la Zingara nel Comune di Melicuccà per una volumetria pari a circa 90.000 mc, nelle more della presentazione all’autorità competente del progetto di bonifica del sito e di coltivazione della discarica per l’ottenimento dell’autorizzazione integrata ambientale. Prima dell’avvio dei conferimenti dovranno essere eseguite tutte le lavorazioni necessarie a ripristinare le caratteristiche tecniche della vasca secondo la normativa vigente. Dovranno altresì essere verificate l’efficacia dei presidi ambientali già realizzati, revisionati i servizi di rete, e eventualmente realizzati tutti gli interventi necessari a garantire la corretta gestione della discarica in conformità al d.lgs 36/2003. Preliminarmente ai conferimenti devono essere rimossi i rifiuti abbandonati nel lotto II della discarica. La Città Metropolitana procede, inoltre, entro 30 giorni dall’emanazione della presente ordinanza, all’affidamento della esecuzione delle indagini ambientali integrative sulla base del Piano di caratterizzazione approvato dalla Regione Calabria in conferenza dei servizi in data 25 ottobre 2019.

In conclusione, al netto delle evidenti incapacità politiche, al netto delle evidenti mancanze morali e al netto delle evidenti lacune amministrative da parte del sindaco metropolitano e del vice-sindaco comunale, la mangiatoia tra compagni, dopo il 26 gennaio c.a., è ormai giunta al capolinea, si attende solo di conoscere la data certa delle prossime elezioni comunali e dare una cambio definitivo alla stagione politica più buia della storia di Archi e della città di Reggio Calabria.

Il limite di sopportazione è stato superato e i cittadini sono furibondi, infatti nei prossimi giorni, nel territorio di Archi si terranno delle assemblee, coordinate dal comitato di quartiere, per decidere se operare in regime di autogestione il conferimento dei rifiuti e dare una risposta concreta alle istituzioni in quanto i residenti non accetteranno più di vivere con l’immondizia dentro casa.