Il gruppo Reset: “Attenzione alle aree collinari per rilanciare lo sviluppo, bene l’idea dei piani strategici di quartiere”

 

 

 

“Attenzione alle zone collinari, riordino e riconversione delle strutture esistenti e non più utilizzate, decentramento dei servizi e rilancio di un’idea di sviluppo omogenea in grado di coinvolgere l’intero comprensorio urbano. Siamo convinti che sia questa la ricetta giusta nella programmazione in fase di sviluppo sul territorio comunale. L’idea di città che insieme al sindaco Falcomatà stiamo promuovendo punta a ribaltare il ruolo delle aree collinari: non più periferie abbandonate, come venivano considerate in passato, prive di servizi e dalle quali andar via il prima possibile, ma ricchezza ulteriore per un territorio che deve fare della valorizzazione delle risorse naturalistiche e dell’identità storica e culturale un valore aggiunto in senso attrattivo”. È quanto affermano in una nota i consiglieri Giuseppe Giordano e Armando Neri del gruppo Reset in Consiglio comunale a Reggio Calabria.

“L’idea dei piani strutturali di quartiere, i cosiddetti PSQ, lanciata dal sindaco Falcomatà, come strumento per la redazione di un masterplan complessivo di progettualità, che tenga conto delle caratteristiche peculiari dei diversi territori, è sicuramente una strada da percorrere. Il territorio della nostra città infatti – prosegue la nota – è obiettivamente vasto e molto eterogeneo. Si va dal mare alla montagna, dal centro urbano ai borghi collinari. Proprio questa grande diversità in termini di assetto urbano, che per lungo tempo è stata una caratteristica negativa, proprio a causa delle difficoltà di gestire le esigenze di un territorio così vasto, può rappresentare una ricchezza in termini di sviluppo. Lo sarà se, naturalmente, daremo seguito all’esigenza di rinforzare i servizi primari e connetterli con la progettazione di più ampio respiro”.

“Gli intendimenti dichiarati dallo stesso sindaco – proseguono i consiglieri di Reset – e condivisi con l’intera maggioranza comunale vanno quindi in questa direzione. Non è un caso infatti il sopralluogo svolto nei giorni scorsi nell’area collinare di Ortì e Terreti, non è un caso l’intervento di rigenerazione urbana di recente avviato ad Arghillà, non è un caso il cospicuo intervento sulla rete idrica di San Salvatore – Cataforio partito da pochi giorni, cosi come non è casuale la programmazione attivata in termini di progettualità su tutte le aree collinari della città. Alle attività avviate per Motta Sant’Agata, a Nocille, a Gallina, Armo e puzzi, a Santa Venere, a Paterriti e Oliveto, giusto per fare qualche esempio, dovrà seguire una più puntuale attenzione dell’Amministrazione per l’intera Zona Nord Gallico e Catona con le relative aree collinari e pedemontane, San Giovanni di Sambatello, Sambatello, Diminniti, Villa San Giuseppe Pettogallico, Salice e Rosalì. Il Gruppo Reset, sarà direttamente impegnato, oltre allo sblocco di interventi in itinere, con la programmazione di altri per i quali saranno poste tutte quelle azioni per coinvolgere la comunità e creare per creare dal basso sinergie e condivisione. Fra queste rientra la ripresa e la riprogrammazione del “Bando Periferie”, che dovrà divenire uno degli strumenti strategici per lo sviluppo della intera zona nord con le sue frazioni collinari e pedemontane.

“Il nostro obiettivo è quindi quello di costruire concretamente un’idea di città che consideri le aree collinari come una risorsa da connettere con le caratteristiche peculiari del territorio. Per farlo è necessario implementare i servizi primari, intervenire sul tema delle manutenzioni a poi dar seguito ai progetti avviati in questi anni pianificarne di nuovi in chiave strategica. Solo un’attenta programmazione in questo senso può costituire un salto di qualità per il nostro territorio: non solo lo sviluppo della linea costiera dunque, ma un’attività progettuale coordinata, capace di mettere insieme le diverse linee di investimento, per generare un quadro complessivo che sappia tenere in considerazione le caratteristiche peculiari dei diversi quartieri e borghi, per realizzare quell’idea di città policentrica ed inclusiva immaginata ai tempi della giunta di Italo Falcomatà e che ora deve necessariamente giungere a compimento”.