Il triste racconto dei volontari del CRTM di Brancaleone della tartaruga Jo

 

 

Di seguito il triste racconto apparso sui social dei volontari del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone che incessantemente svolgono la loro opera per soccorrere creature marine in difficoltà.
“Vorremmo darvi sempre e solo buone notizie, ma la verità è che purtroppo i miracoli non esistono. E’ incredibile dover annunciare proprio in questi giorni di festa e di quantità infinite di cibo sulle nostre tavole, che una tartaruga marina è MORTA DI FAME. La piccola Jo è stata pescata a fine estate durante una battuta di pesca a tonno e pesce spada, e rigettata in mare dal pescatore dopo aver ingoiato amo e lenza. Se pescarla è un incidente, negarle il soccorso è invece intenzionale, volontario, voluto.
Per circa 4 mesi Jo ha “viaggiato” in queste condizioni senza riuscire a nutrirsi e senza purtroppo essere avvistata/soccorsa da nessuno. Allo stremo delle forze e in ipotermia si è spiaggiata a Villa San Giovanni il 15 dicembre, e grazie a Giovanni ha raggiunto il nostro Centro, dove è stata visitata, stabilizzata, e ha iniziato le terapie di sostentamento in previsione della chirurgia. La chirurgia è perfettamente riuscita, con amo e lenza rimossi dal Prof. Di Bello e il suo team SeaTurtleClinic -medVet- Uniba, ma le condizioni generali disperate della tartaruga hanno fatto sì che non si risvegliasse più dall’anestesia.
Continuo a ribadire che l’unico modo per salvare le tartarughe è cambiare rotta e porre fine alla crudele mattanza che avviene in mare, di cui anche loro sono vittime.
Ringraziamo comunque il Prof.Di Bello e il suo team per la disponibilità anche a ridosso delle feste, e Giovanni che insieme alla Guardia Costiera di Villa San Giovanni e al dott.Taranto dell’Asp hanno collaborato a questo recupero affinché di provasse a salvarla”.