Il gruppo consiliare Reset: “Sulla valorizzazione del patrimonio culturale Reggio costruisce il suo futuro”

 

 

 

Una domanda che, parafrasando il titolo di un suo brano, in molti ci saremo posti alla vista dello spettacolo nello spettacolo di G. Allevi; un pianoforte che suona incastonato nello scenario d’incanto dello Stretto.

La scelta della nostra città e di questa prestigiosa location, assieme ad “Opera” di Tresoldi, in realtà è già una risposta a “ciò che siamo” e che vogliamo essere: un luogo che, nella Storia e nella Cultura, deve individuare il suo faro.

Non possiamo prescindere, tutto lo suggerisce, da una visione di sviluppo del nostro territorio che dalle sue bellezze e da un’offerta culturale qualificata tragga e produca linfa vitale; sia a livello economico che sociale.

Gli sforzi dell’Amministrazione Comunale stanno andando nella direzione giusta; sia sul piano delle Opere pubbliche che su quello degli strumenti indispensabili del governo del territorio.

Non solo “Waterfront” o “Parco lineare sud” ma anche “lungomare di Gallico e Catona”, “parco del vento e lungomare di Pellaro”, “Arena Lido” e “Museo del mare”; un litorale che ricongiungerà definitivamente la città al mare annullando quella atavica “conflittualità” che proviene da memorie storiche di invasioni e devastazione che si sono sedimentate nella percezione comune in un anomalo senso di diffidenza e vulnerabilità.

“Mare nostrum” di fatto, quindi, che troverà dignità e valore nel nuovo “piano spiagge”; un vero e proprio masterplan strategico per i servizi alla collettività, per la preservazione e lo sviluppo di questa grande risorsa.

Il Piano Spiagge ma, a breve, anche il P.S.C. (Piano Strutturale Comunale) che doterà la città del fondamentale timone della gestione urbanistica e del territorio dopo decenni di buio.

Superato il tempo della programmazione Allevi ci sbatte in faccia una felice realtà: possiamo e dobbiamo osare, i tasselli del puzzle costruito in questi anni cominciano a mettersi insieme e comporre il disegno complessivo che questa Amministrazione ha immaginato e sudato, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, cantiere dopo cantiere, opera dopo opera; oggi nessuno si può tirare indietro.

Partiamo, anzitutto, dalla cura dell’esistente ricordando a tutti i reggini che è un patrimonio collettivo e comune; rispettiamo il nostro territorio sia nelle vesti di amministratori ma anche in quelle di semplici cittadini.

La “città turistica” non è uno slogan da sbandierare se poi non si dà seguito a questa visione con una pianificazione ed una programmazione seria di servizi, attività e sinergie virtuose con tutti gli attori sociali principali; dagli operatori alle associazioni di categoria, dalle realtà culturali alla cittadinanza attiva.

Dobbiamo rimetterci “in linea” con i servizi essenziali (rifiuti, viabilità, acqua); lo sappiamo e, senza troppa retorica, su ciò è necessario moltiplicare gli sforzi come in effetti abbiamo fatto in questi anni, confrontandoci con le pieghe di un bilancio asfittico e con una pesante eredità, e come continueremo a fare anche adesso.

Ciò, tuttavia, senza risparmiare sull’orizzonte di sviluppo della città.

La Cultura deve diventare elemento strutturale e qualificante di questa visione; non la “città della gioia” ma “città della storia”, della natura, dei beni culturali, dello sport a 360 gradi, della tradizione, dell’enogastronomia, dell’escursionismo ecc.

Una visione, quindi, che si riappropri dei propri tesori e li valorizzi fattivamente non solo attraverso la necessaria rete dei servizi, ripetiamo, ma anche con la realizzazione di eventi qualificati da cucire “addosso” ad essi come un vestito su misura.

Quella di Allevi sia, dunque, solo la prima e non l’unica tra le occasioni per trasformare la nostra città in una realtà finalmente virtuosa e degna di nota tra le eccellenze italiane, capace di attrarre ed accogliere, consapevole del suo presente, di ciò che ancora va migliorato, e vogliosa di costruire il suo futuro.